Ex Lux: progetto simbolo per l’Amministrazione Tosi Estate 2007

Luglio. Flavio Tosi, neo Sindaco di Verona, decide di abbattere il vecchio hotel Lux, da tempo ricettacolo di sporcizia, prostituzione e delinquenza.

Settembre. Il Comune rilascia la licenza di costruire. Il nuovo Lux, opera apripista dell’Amministrazione, sarà inaugurato entro il 2010.

Luciano Lonardi, il proprietario, ha acquistato l’immobile e l’area circostante nel 1985, per una edificazione di rilievo. Nessuna delle Amministrazioni comunali succedutesi ha autorizzato il progetto perché le richieste andavano oltre quanto le norme comunali consentono.

Lonardi non demorde, in base a una ordinanza del Tar, del 2004, che obbliga l’Amministrazione Zanotto a preparare la pratica, che però non viene conclusa. Il sindaco Tosi, appena insediato, dà il via libera: “La Giunta Zanotto ha perso tempo. Abbiamo fotocopiato la delibera, bocciata dall’allora Consiglio comunale, ma approvata dal Tar. Poniamo fine a una piaga sociale che ha portato degrado e insicurezza”. La delibera prevede di edificare un albergo di 4 piani, con 56 camere di lusso, 110 posti letto e due piani interrati, per 56 posti auto. L’accordo prevede uno spazio pubblico bello, di 3.200 mq, fino al canale Camuzzoni, con piazza, giardino, pista ciclabile, fontana, alberi, panchine.

Anno 2008

Ottobre. Lonardi: “Lo scavo può partire. I lavori dureranno 18 mesi. Inauguriamo nel 2010.

Novembre. Di deroga in deroga, i volumi del nuovo Lux aumentano di oltre il 50% rispetto al progetto originario.

Ma l’opera non procede. Dopo un anno dall’avvio dei lavori, camminando nei pressi dell’ex Lux, si vedono uno scavo non concluso, una grande gru e una enorme ruspa, ferme e inutilizzate. Si lavora saltuariamente. Per un paio d’anni l’edificio cresce lentamente, in altezza e in larghezza. Perché? Vengono in mente le lumache: non c’è fretta!

Chi ci tiene al nuovo hotel?

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