La risposta di Cantone

Cantone risponde al sindaco Tosi, che lo accusa di aver detto una cosa e di averne scritto un’altra, ripercorrendo la vicenda: “Tosi ha presentato una soluzione alternativa per realizzare il Passante Nord: una nuova offerta, in due fasi, aperta alle ditte partecipanti alla gara per valutare eventuali proposte migliorative. Non si era concordato nulla. Abbiamo detto che l’avremmo studiata per verificare, in base alla norma, in un rapporto di collaborazione, se fosse possibile. Abbiamo stabilito che la proposta illustrataci non può essere accolta”.

Il project financing “consiste nel realizzare un’opera in assenza di finanziamento da parte dell’Amministrazione”. Il privato investe e riceve in cambio lo sfruttamento economico dell’opera. Il problema è se, come sostengono il Comune di Verona e Technital, la crisi economica è di tale gravità da consentire di cambiare il Pef.

Secondo Cantone, o si va avanti con il progetto originario, con due gallerie, presentato dal promotore o si bandisce una nuova gara pubblica per l’opera in due fasi.

Cantone spiega che “sarebbe opportuno un intervento legislativo” per chiarire la questione. Aggiunge che la crisi avrebbe dovuto essere messa nel conto, visto che “quanto meno i primi sintomi di una recessione di proporzioni globali erano già noti, ma non se ne è tenuto conto nella stesura del Piano economico pluriennale”. Per questo il giudizio di Cantone su Technital è pesante:

“In un progetto di siffatta portata, anche temporale, addurre l’imprevedibilità dei cicli economici equivarrebbe a sostenere una scarsa diligenza professionale dell’operatore economico”.

Quanto al motivo giuridico del ‘no’ al progetto suddiviso in due fasi, Cantone sottolinea che se un’altra ditta avesse saputo che si poteva fare il traforo con una sola galleria, avrebbe potuto presentare un proprio progetto anziché lasciarlo vincere, senza rivali, alla cordata capitanata da Technital. Indica poi la lunga distanza che avrebbe separato l’entrata in esercizio della prima galleria con quella della seconda, con “due trafori: il primo nell’anno 2017 e il secondo nel 2027”.

A proposito del traffico cittadino, basandosi su due relazioni del Comune in materia, Cantone scrive che “l’evoluzione naturale del traffico porterebbe le strade a una saturazione insostenibile e la nuova infrastruttura è in grado di mantenere buoni livelli di servizio fino al 2017, cominciando a dare segnali di congestionamento nel 2037 in una delle due direzioni (carreggiata nord della Gronda e carreggiata est del traforo) limitandosi al tratto compreso tra lo svincolo della Valpolicella e lo svincolo di via Gardesane. Se il traffico resterà così sostenuto, garantendo buoni incassi, sembra suggerire Cantone, perché chiedere modifiche al contratto?”.

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