Scontro sul referendum

– Aprile. Dei 5 quesiti presentati, il Comitato comunale dei Garanti dichiara ammissibile solo il n° 4: “Volete che, prima della gara per aggiudicare i lavori, le possibili conseguenze sulla salute dei cittadini e sull’inquinamento atmosferico derivanti dalla realizzazione del Passante Nord – traforo delle Torricelle vengano valutate da una commissione di esperti, indipendente e di alto profilo, con una spesa non superiore allo 0,03 % dell’opera?”.

Il Sindaco accoglie lo spirito della richiesta dichiarata ammissibile, ma esclude il referendum che costerebbe alla città 930.000 euro. “L’Amministrazione comunale, che ha a cuore la salute dei Veronesi come i promotori del referendum, chiederà a un organo indipendente di valutare il possibile inquinamento derivante dal Passante Nord, comparandolo all’inquinamento già esistente”. Perciò: no referendum – sì commissione sulla salute.

– Dicembre. Il Tribunale di Verona dichiara infondata la motivazione con cui il Collegio dei Garanti dichiara inammissibile il referendum sul traforo. Il Collegio deve pronunciarsi in via definitiva entro metà gennaio 2011.

Il dibattito

Corsi: “Il Passante creerà un polmone verde: nelle sue vicinanze non si costruirà. E’ meglio che i camion percorrano il Passante che le strade cittadine. No al referendum: l’opera è nella fase di non ritorno. Se si impedisce la realizzazione, i costruttori hanno il diritto di essere risarciti”.

Giacino: “Se rientrano nella pianificazione territoriale non sono contrario ad alberghi e strutture commerciali: portano concorrenza”.

Il procuratore Schinaia firma il referendum: “Mi auguro che i veronesi possano esprimersi”. Gelo del sindaco Tosi.

Massimo Giorgetti, assessore regionale: “Collaboro alla raccolta delle firme. Decidano i Veronesi su una proposta così importante”. Ira del sindaco Tosi.

Ciro Maschio (AN) firma ed è disponibile per l’autentica delle firme: “Sì al referendum. Se decide solo la politica, il referendum smette di essere un istituto di democrazia diretta”.

Zelger (lista Tosi): “Sono favorevole per principio a tutte le espressioni della volontà popolare”.

Giampaolo Beschin (UDC): “Mio nonno diceva che quando la gente vota non è mai un male. Non sarò mai contrario a una consultazione elettorale: è un gesto di democrazia”.

Giovanni Miozzi, presidente della Provincia: “Il traforo è necessario, ma sentire cosa ne pensa la gente è segno di democrazia”.

Fabio Venturi, capogruppo della Lega Nord in Provincia: “Miozzi la smetta di parlare da ex militante AN: la maggioranza in Provincia è della Lega Nord”.

Miozzi: i partiti “ribadiscono la libertà dei cittadini di promuoverlo, ma, coerenti con i programmi elettorali di Comune e Provincia, che prevedono il traforo, non si attiveranno per la raccolta firme”.

Miglioranzi, capogruppo lista Tosi: “AN fa opposizione all’interno della maggioranza. Referendum inutile: la gente si è espressa votando il programma del Sindaco che prevede il traforo”.

Polato (PdL): “Non si possono spendere 900.000 euro per nulla”.

Fasoli Roberto (PD): “Il Sindaco più amato d’Italia ha paura del referendum? Forse non è sicuro del consenso della gente?”.

Irremovibile il Sindaco: “Di referendum non si parla. L’Amministrazione ha adempiuto a quanto chiede il quesito. Sono stati ben più di 9000 i cittadini veronesi che hanno votato alle elezioni indicando la precisa volontà di aderire a un programma. Se qualcuno insiste ricorreremo alle vie giudiziarie”.

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