Rilievo di Tito Brunelli: Se fosse un’azienda normale?

Domando (dovremmo essere tutti sconvolti da questa domanda): “Se la “Catullo spa” fosse un’azienda privata, gestita da imprenditori e da manager normali, di fronte al disastro a cui si è arrivati, cosa succederebbe? Uno scandalo.
I manager sarebbero cacciati con ignominia. Gli imprenditori incapaci verrebbero esclusi e derisi. Altri prenderebbero in mano l’azienda in vista della possibile ripresa. Interverrebbe la magistratura. Si potrebbe arrivare a processo.
Ancora: Il Consiglio di Amministrazione della “Catullo spa” sapeva che l’aeroporto di Montichiari era solo un costo? uno spazio bello e moderno, ma vuoto, senza passeggeri e senza merci? Se lo sapeva (e non poteva non saperlo) perché lo ha tenuto nascosto per anni? Forse perché si temeva la concorrenza di Montichiari nei confronti di Verona?
Perché sono dovute intervenire alcune reti televisive perché potessimo avere informazioni dovute e sconvolgenti? L’ex Presidente e gli ex consiglieri di amministrazione non hanno attenuanti.
Ancora più grave:  I soci politici della “Catullo spa”, coloro ai quali i cittadini hanno dato la responsabilità della buona amministrazione (in primo luogo il sindaco Tosi, il presidente della Provincia Miozzi, il presidente di Camera di Commercio Bianchi) sapevano o no dello stato dello scalo di Montichiari? Sapevano degli enormi debiti della “Catullo spa”? Nel caso che non lo sapessero, c’è qualche attenuante per questa loro presunta ignoranza? E’ pensabile che, nelle numerose assemblee dei soci l’argomento non sia emerso e che il CdA, presidente e direttore in primo luogo, tenessero tutto nascosto? Avranno visto i bilanci annuali, il numero dei passeggeri, delle merci e il debito crescente? Questi signori possono restare al loro posto e cavarsela pontificando sulla ripresa del Catullo e del D’Annunzio?

– All’inizio della primavera 2012, l’aeroporto Catullo di Villafranca era presentato in perfetta forma. I mass media locali ne parlavano con orgoglio. Bortolazzi e Soppani (presidente e direttore) presentavano il bilancio 2011 in attivo e chiedevano di essere confermati nell’incarico.

Alla fine della stessa primavera veniamo a sapere che, in un solo anno, il deficit della “Catullo spa” ha superato i 26 milioni, con rischi di fallimento. Senza l’arrivo di “La 7” a Montichiari cosa sarebbe successo? Come saremmo andati avanti?

La domanda è la solita. Perché nessuno tra i responsabili del fallimento chiede scusa? E’ il minimo, anche se non sufficiente. Perché continuano a dire: “Gli aeroporti Catullo e D’Annunzio devono prendere questa o quella strada? Fare queste o quelle alleanze? Per lo meno dovrebbero stare zitti e dire che ci pensino altri, un po’ più competenti e seri. Sapevano del fallimento, ma avanti lo stesso.

Chi ragiona è obbligato a dire che i politici sono i primi responsabili. Non hanno attenuanti. Peggio ancora se sono incompetenti; se non sanno.

E’ giusto che si promuova l’azione di responsabilità, cioè una indagine giudiziaria, nei confronti dell’ex presidente Bortolazzi, dell’ex direttore Soppani,e dell’ex Cda.

Altrettanto e più giusto è che si promuova l’azione di responsabilità nei confronti dei politici responsabili e che si sospendano dai loro attuali incarichi amministrativi. E’ questione di buon senso.

Chi paga la cattiva gestione? Chi restituisce ai cittadini i soldi dati ai raccomandati?

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