Rilievi di Tito Brunelli sulla vicenda aeroporti Catullo e D’Annunzio

Come premio e garanzia di fedeltà ti affido un incarico ben stipendiato”

Mentre ero amministratore del Comune di Verona, alcune aziende ed enti pubblici, in particolare AGSM e AMIA, hanno promosso società da essi controllate, sostenendo che l’obiettivo era offrire un migliore servizio risparmiando. Non ho mai creduto a queste dichiarazioni.

Verifichiamo nella “Catullo spa”. Quando il presidente Arena e il direttore Carmine Bassetti hanno comunicato il grave deficit dell’azienda, per risparmiare hanno chiuso le società controllate: “Catullo Park” (parcheggi); Adg Engineering (progettazione) e Avio Handling (servizi a terra), condannando alcune centinaia di persone a perdere il lavoro.

Alla domanda: “Le società controllate portano vantaggi all’ente che le promuove, o no?”, la risposta della “Catullo spa” è chiara: “No”.

Significa che le società controllate non sono necessarie e che il loro costo non produce effetti positivi. Perché non le chiudiamo, con il beneficio di risparmiare i soldi che vanno a pagare i membri dei CdA che hanno come principale merito l’essere nelle grazie del potente?

Perché allora un’azienda sceglie di mettere in piedi società che essa stessa controlla?

Forse per tenere segrete iniziative e decisioni che si preferisce condividere con pochi fidati, sfuggendo temuti controlli. Può essere anche che le società controllate siano il modo più semplice per conquistare, affidando un incarico ben pagato (un vero stipendio), sia amici fidati sia persone ritenute libere e ostili: soldi per stipendiare lecitamente politici e amici. Per un sindaco, avere a disposizione 10 Consigli di Amministrazione, in ciascuno dei quali poter collocare persone che ritiene opportuno legare a sè, è un vantaggio enorme. Anche al Catullo avere, accanto al CdA principale, tre CdA minori, da riempire (per un totale di una ventina di persone), è la migliore garanzia di procurarsi ‘alleati’ riconoscenti. Poco importa che, come succede spesso, il consigliere di amministrazione sia ignorante o non competente nel ruolo che riveste.

Negli ultimi anni i Governi nazionali hanno tentato di limitare questi stipendi, dichiarati “sprechi”, riducendo il numero dei consiglieri di amministrazione e proponendo che in quei ruoli andassero tecnici comunali, o comunque pubblici, già stipendiati e, perciò, a costo zero. Il Governo Renzi sta valutando di chiuderne gran parte delle aziende dipendenti da Comuni e Regioni, riducendole da 8000 a 1000. Il calo drastico è di per sè indicativo di quanto la politica ritenga inutili gran parte dei Consigli di Amministrazione oggi esistenti. Se la proposta va in porto è una festa per l’Italia: si possono recuperare molti soldi, senza danni.

Ricordiamo che a Verona le Amministrazioni Tosi, il Sindaco in particolare, si sono accaparrate quasi tutti i presidenti e i consiglieri delle aziende pubbliche, riempiendole di persone fedeli al Sindaco; persone che, in alcuni casi, come prima attività si sono aumentate gli stipendi, prima di dare prova del loro valore.

Il caso dell’aeroporto Catullo è significativo anche da questo punto di vista: il CdA presieduto da Bortolazzi era formato di 14 persone, stipendiate. L’intervento governativo ha obbligato a ridurre i membri del successivo CdA: da 14 a 7. Però, come abbiamo ricordato, i soldi pubblici arrivati nelle tasche dei consiglieri non sono diminuiti: i sette nominati si sono raddoppiati lo stipendio. Fatto che non ha portato risultati positivi per i nostri aeroporti.

Se poi ricordiamo che alcuni degli amministratori scelti dal Sindaco hanno a che fare con la Giustizia, la gravità della situazione diventa più chiara. La legge deve prevedere che finisca la scelta di amministratori per vicinanza politica e/o familiare, soprattutto se ci sono di mezzo incarichi stipendiati.

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