Marchi-padrone vuole l’intesa con Bergamo

Marchi, con il 35% della “Catullo spa”, parla da padrone; meglio, da chi ha le idee chiare per trasformare il Catullo in un aeroporto sano e produttivo dopo anni di bilancio in rosso: “Il Polo del Nord Est è un passo storico. Per la prima volta alcune aziende di servizi locali si sono alleate. Negli ultimi anni la “Catullo spa” è stato gestito male, a causa della troppa politica e ha prodotto una montagna di debiti. Abbiamo nominato in CdA figure rilevanti, a testimoniare serietà e interesse. La nostra filosofia è tirar fuori il massimo da ogni bacino di traffico. Verona e Brescia hanno grandi potenzialità: almeno 7 milioni di passeggeri. C’è bisogno di competenza ed esperienza. Noi, in crescita costante da un decennio, pensiamo di poter fare molto: i nostri risultati sono la garanzia. Ci prendiamo 6 mesi per aggiornare il piano della “Catullo spa”.

Arena: “Fase nuova per Catullo, nell’ambito del sistema del Nord Est:

una rete di aeroporti gestiti in modo coordinato al servizio della comunità locale. Lavoreremo per sviluppare gli aeroporti di Verona e Brescia, in integrazione con gli aeroporti di Venezia e Treviso, per competere con successo sul mercato internazionale”.

L’obiettivo, secondo Marchi e Arena, è consolidare il Catullo nel 2015, con i primi risultati positivi, e ‘decollare’ nel 2016, sperando di riassorbire posizioni occupazionali.

Giuseppe Riello, presidente di Aerogest, inquadra il valore politico dell’operazione: “E’ la prima privatizzazione seria e costruttiva in Italia: un socio privato di rilievo entra in un ente prevalentemente pubblico. Senza questa operazione, il futuro del Catullo non sarebbe stato roseo come invece potrà essere. Gli enti pubblici hanno dimostrato grande senso di responsabilità e si sono messi insieme in una newco, per facilitare tutti i passaggi e semplificare l’operazione”.

– Arena conferma: “Canale di dialogo con Sacbo. Save vuole valutare tutte le alleanze possibili per crescere”. L’idea di fare di Montichiari una base cargo interessa. Il progetto dovrà competere con i piani dei Cinesi che hanno messo gli occhi sullo scalo di Parma.

– Enrico Marchi già lo diceva; ora come azionista forte della “Catullo spa” lo ribadisce: “Per gestire Montichiari pensiamo a una società mista tra Verona e Bergamo”. In attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato, il 23-25 novembre, da Bergamo arriva il segnale di pace.

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