Le decisioni della grande assemblea dei soci

10 ottobre 2014. L’assemblea dei soci di “Catullo SpA”decide che:

– Save entra nell’assemblea dei soci e nel CdA della “Catullo spa”.

– Attraverso l’aumento di capitale Save sale al 35% delle quote e diventa il secondo socio della società veronese: dal 2 al 35%. Primo azionista è Aerogest: al 47%. Il resto è sparso tra piccoli azionisti. Il capitale sociale del Catullo sale a 52,3 milioni.

– Il Consiglio di Amministrazione è composto da 9 persone: 5 espresse da Aerogest e 4 da Save.

– Fa capolino una figura nuova: l’Amministratore delegato, indicato da Marchi: Paolo Simioni.

– Consiglieri da Aerogest: Paolo Arena e Rita Carisano (Confindustria) per Camera di Commercio; Pieralfonso Fratta Pasini per il Comune di Verona; Giovanni Lorenzetti per la Provincia di Verona (F.I. – area di Miozzi e fratelli Giorgetti – Irritazione leghista). Provincia di Trento: Franco Sebastiani (sarà vice presidente). Per Save: Paolo Simioni (anche amministratore delegato della società), Matteo Testa, Fabio Gava ( (già assessore regionale, deputato e uomo di fiducia di Marchi) e Alessandra Bonetti.

Sorprese.

Save aveva programmato un investimento di 34 milioni per conquistare il 35% della “Catullo spa”; invece limita l’esborso a 24,4 milioni perché nessun altro socio ha aderito all’aumento di capitale da 47 milioni (unica eccezione ATV, che ha uno zero virgola). Fondazione Cariverona si era detta disponibile, ma non l’ha fatto. A chi gli fa notare che Save ha raggiunto il 35% risparmiando una decina di milioni, Marchi risponde: “Vediamola in altro modo: ne abbiamo versati più di 24, come previsto dagli accordi”. Rammarico di Arena perché l’aumento di capitale ha raccolto meno del previsto (24 milioni invece di 47, a causa in particolare del mancato impegno di Cariverona). Se la Fondazione avesse investito 5-6 milioni, Save avrebbe dovuto spendere di più per raggiungere il 35% pattuito dagli accordi. Flavio Tosi: “Cariverona e Biasi sono sempre stati vicini al Catullo. Aspettiamo il futuro. Comunque Save entra nelle forme e nelle proporzioni previste. Il sistema Verona rimane punto di riferimento. Venezia avrà maggior peso nella parte gestionale. Ottime le prospettive”.

Se Cariverona avesse investito i 5-6 milioni annunciati, avrebbe avuto due consiglieri. Di conseguenza sia Aerogest sia Save ne avrebbero avuto uno in meno. Il fronte veronese quindi avrebbe avuto un rapporto di 6 a 3 rispetto a Save. Biasi ha resistito alle insistenze di Flavio Tosi che non fa mistero della necessità di “mantenere la maggioranza della società al sistema Verona-Trento, cosa complicata senza i soldi di Cariverona”. Solo con Cariverona il sistema Verona supererebbe il 50%. Nei fatti Cariverona scende dal 4,21% al 2,8%.

Quando pareva che Biasi sborsasse 5-6 milioni, Arena diceva: “Le dichiarazioni di Biasi sono motivo di grande orgoglio: segno che c’è grande fiducia nel nostro progetto”. Arena dopo l’assemblea: “Spiace che alcuni soci non abbiano creduto nell’operazione. Eventualmente studieremo un nuovo aumento di capitale”.

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