La voce del Partito Democratico

Bertucco (PD): “Occorreva il coraggio di dire: “Ci accordiamo con Save perché, se non arrivano i suoi soldi, il Catullo va a gambe all’aria”. L’accordo tra Catullo e Save è per sopravvivere: unica possibile operazione oggi, dopo anni di gestione fallimentare che ha portato il nostro scalo al fallimento. I colpevoli accettano questa operazione, anche perché i soci pubblici non sono più in grado di sborsare un euro. Così svendiamo un patrimonio della città. Save ci salva dal baratro e, in cambio, assume peso e ruoli sempre maggiori nella gestione del Catullo. Il ricorso al partner privato, senza gara, è stato dettato dalla fretta, sostenendo che non c’erano alternative. Di questo disastro, opera della dirigenza, nessuno si è assunto la responsabilità”.

Dopo l’approvazione di Aerogest: “Cronaca di un disastro annunciato.

Scelta obbligata vista la situazione creata da anni di cattiva gestione politica, che ha fatto del Catullo l’unico aeroporto da anni in perdita in Italia rispetto a scali di analoga portata, come Bergamo, Bologna, Firenze, Napoli: è il 32° aeroporto su 38 per decrescita del traffico.

In questo modo Verona perde il suo ruolo di guida all’interno di una infrastruttura strategica e si arrende senza condizioni, legandosi mani e piedi a Save, tramite una trattativa privata, senza gara pubblica. Disastro imposto dalla situazione economica del nostro scalo: terzo anno di chiusura dei conti in perdita. I Piani industriali hanno portando a perdite di 62 milioni. I passeggeri calano del 15%, mentre negli scali vicini e simili aumentano. Nel 2014 il calo è di un altro 5,8%, anche se Arena dice che aumentano. A pagare il prezzo della mala gestione sono i lavoratori, in particolare quelli di Avio.

Montichiari, nel 2012, ha visto zero passeggeri. In 4 anni ha accumulato 35 milioni di perdite, sulla schiena dei contribuenti veronesi. Adesso servono 50 milioni: nessuno dei soci li ha e quindi si fa l’operazione Save. Altro che strategie!

La “Catullo spa” ha aperte tre vertenze: con Ryanair, per una decina di milioni; per la torre di controllo, per 22 milioni; per i diritti di approdo aeroportuali non versati, per 20 milioni. In questa situazione ci si vende a Save. Fondazione Cariverona cosa farà nel nuovo scenario? Si arrenderà al nuovo padrone? Ultimo: perché non si sono sottoscritte garanzia per i lavoratori Avio?

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