La posizione del Partito Democratico

“La posizione geografica di Verona è gioiello raro. Il Catullo non può essere succursale di Milano o di Venezia, che hanno interesse a mantenere in serie B il sistema aeroportuale del Garda; deve guardare a Nord. Il nostro orizzonte è l’Europa. L’asse del Brennero (Monaco, Francoforte, Berlino) è da sempre nostro spazio di sviluppo. Vocazione di Verona è collegare l’Italia al cuore dell’Europa. Guardiamo alla Germania, perché investa sul sistema degli “Aeroporti del Garda”, entrando nella compagine societaria della “Catullo spa”.

La selezione del partner privato deve avvenire attraverso bando internazionale, per valutare offerte e proposte: un socio industriale, non finanziario. Una gara europea costringe tutti a giocare a carte scoperte. Potrebbero spuntare investitori extraeuropei. Si può attirare su Montichiari un quarto delle merci verso la Germania.

Si proceda con Verona, Trento, Bolzano, con l’86% delle quote. Basta con Brescia (Brescia risponde: “Basta con Verona”)”.

C’è chi pensa di portarci via il Catullo, anche approfittando della crisi pesantissima.

Noi veronesi pagheremo le perdite. Bortolazzi e Soppani devono rispondere del buco di bilancio, ma la responsabilità politica è di Tosi, Miozzi e Bianchi che li hanno scelti e hanno approvato il loro operato. Sono colpevoli di aver governato verso il fallimento. Loro hanno nominato i dirigenti del Catullo; loro hanno condiviso e approvato ogni decisione; loro paghino i disastri prodotti. Per loro e per le scelte sbagliate compiute dai dirigenti che essi hanno nominato, pagano centinaia di lavoratori del Catullo e le loro famiglie che, pur non avendo responsabilità, subiscono la beffa. Licenziare i più deboli è un segno: di che cosa?

L’attuale CdA deve dimettersi. Bisogna cambiare i consiglieri presenti sia nel precedente sia nell’attuale CdA: non hanno autorevolezza e credibilità per restare al loro posto.

E’ determinante il piano economico, finanziario e industriale. Un aeroporto in perenne difficoltà per scarse risorse diventa preda facile di operatori finanziari. Il Governo, rilasciando in ritardo la concessione per Montichiari, ha reso vulnerabile l’aeroporto e ritardato il piano di sviluppo, creando difficoltà all’aprire a privati. Non sfugge però il loro interesse. Ma un conto è privatizzare quando si è forti, altro è aprire a privati in posizione debole. Prima usciamo dalla fase critica; poi vendiamo a condizioni migliori.

Il cambio dei dirigenti non basta se da parte della politica non c’è reale volontà di rinnovamento. Allarma l’ipocrisia di chi si è sempre espresso in un modo e davanti ai riflettori dice il contrario: Miozzi e Tosi in primis.

A Verona ognuno tende a muoversi per conto suo: manca un’idea condivisa e chiara. Senza una regia si rischia. E’ fondamentale che tutti partecipino a scelte così importanti. Allora verificheremo il peso della politica scaligera nelle scelte nazionali. Occorre muoversi come città, con i soci trentini, coordinando un’iniziativa comune, come città metropolitana. Sarebbe rovinoso dividersi tra filo lombardi e filo veneziani., tra Gamberale e Marchi”.

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