Visto da Roma

Febbraio 2011. Sottosegretario Giorgetti: “Il futuro di Montichiari è legato all’accordo politico Verona-Brescia e all’ingresso di soci privati. Se non succede, è a rischio la concessione del D’Annunzio alla “Catullo spa” per 40 anni”.
Ministro Matteoli: “Verona e Brescia non si intendono? Niente concessione”.
Una sentenza del Consiglio di Stato nega le aspirazioni autonomiste di Brescia: “La “Catullo spa” è il legittimo gestore del D’Annunzio. Va cercata una soluzione unitaria”.
Arriva un ultimatum: Montichiari va risanato entro l’anno o rischia la chiusura.
Il Governo nazionale è chiaro: Verona e Brescia si accordino sul futuro del D’Annunzio. Il resto viene di conseguenza.
– La Regione Lombardia punta a riorganizzare Malpensa e Linate e a inglobare Bergamo e Brescia; meglio se anche Verona.

Tenta perciò di rompere l’intesa tra le città di “Aeroporti del Garda” (Verona, Brescia, Trento, Mantova) per evitare un polo competitivo e concorrenziale: “Non permetteremo che si escluda Montichiari dal sistema aeroportuale italiano”. Sea, gestore degli aeroporti di Milano e Bergamo, pensa a un maxi polo aeroportuale del Nord, forte di 5 scali. I soci veronesi invece vogliono prima l’accordo con Brescia e poi, se utile, con Sea.
– Enac (azienda di Stato che cura gli aeroporti) punta a ridurre gli scali. Il Catullo è classificato scalo primario; Montichiari, scalo complementare a vocazione cargo, rischia la chiusura: nel 2011 sono pochissimi i passeggeri e il traffico merci è ridotto ai cargo notturni delle Poste.
– Novembre 2012. La Ragioneria di Stato dice che va chiuso l’aeroporto di Montichiari per i troppi bilanci negativi. Mancano i presupposti per assegnarlo al Catullo che ha bilanci in perdita dal 2007. Perciò non può ottenere la concessione per gestire un secondo scalo.
C’è chi pensa di chiudere il D’Annunzio, ritenendolo irrecuperabile. L’operazione è difficile: dura due anni e implica pesanti costi. E poi lo Stato potrebbe fare una gara per assegnare la concessione ad altri. Tenendo presente che gli scali di Bologna e di Bergamo potrebbero essere saturi e che le compagnie non amano Malpensa, il D’Annunzio, nel cuore industriale del Nord, ha la possibilità di svilupparsi: il cargo, in crisi a Malpensa, potrebbe dare ossigeno e prospettiva.

Occorrono però tanti soldi. Possono venire da banche e da nuovi soci, a patto che le prospettive siano certe, a partire dalla concessione del D’Annunzio alla “Catullo spa”. Altrimenti chi tira fuori soldi in un disastro tanto grave?

Trema la “Catullo spa”: senza la concessione sarà dura ripartire. Si potrà sperare nel rilancio solo se Verona avrà il controllo certo di Montichiari. Nella situazione descritta, Verona rischia di perdere un aeroporto eredità di politici e imprenditori di pregio.

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