Impossibile e assurdo, ma sta accadendo

– Ottobre 2013. 20 anni di attività scientifica in Vajo Galina e Progno Borago è pubblicata in un volume di Michele Dall’O, che presenta le specie che popolano l’oasi, osservazioni naturalistiche, gestione del territorio; creazione e manutenzione di un sentiero didattico e di un orto botanico; gestione biologica di 300 ulivi; ripristino di muretti a secco; apicoltura; educazione ambientale per studenti. Fiore all’occhiello: l’attività scientifica.
Oggi Sic ed ex Oasi sono pressoché prive di controllo e di protezione.
– Novembre. Scenario desolante: gli ulivi di Vajo Galina, prima stracarichi, nel 2013 non produrranno olio. In 10 mesi il degrado è avanzato. Il Wwf si dichiara disponibile a riprendersi cura dell’area, almeno dei 22 ettari naturalistici verso Montecchio.
L’assessore all’Ambiente Toffali incontra i possibili enti coinvolti

(Iciss, corpo forestale, AMIA, Ufficio scolastico territoriale) ma non il Wwf: “Mappiamo l’area. Ne riserviamo una porzione al Wwf. Il resto dell’Oasi ricadrà sotto diverse competenze: al Provveditorato le visite degli studenti; all’unione degli agricoltori l’aspetto produttivo e la cura degli ulivi. L’area va resa più fruibile rispetto a prima, mantenendola accessibile con tagli d’erba e potature”.
Manuela Formenti, presidente Wwf-Verona: “Siamo amareggiati perché non siamo stati convocati. La nostra disponibilità al dialogo a tutela della biodiversità è estrema, purché l’interlocutore dia il giusto valore a un bene prezioso”.
– Dicembre. Da marzo sono sospese le cure dei volontari ambientalisti. PD e M5S chiedono un piano di gestione dell’oasi e il ripristino della collaborazione con il Wwf, per evitare il rischio che le specie, come i picchi rossi e verdi e la particolare flora, possano risentirne. Chiedono poi di sapere perché all’incontro non c’era il Wwf.
Monica Lavarini, presidente Iciss: “Ci sono problemi di assicurazioni e responsabilità in caso di incidenti. Non abbiamo mai smesso di volere il Wwf al nostro fianco. Abbiamo coinvolto l’ex Provveditorato per eventuali laboratori con studenti e l’Università per la ricerca. AMIA può prendersi cura del verde e di 750 ulivi. Il corpo forestale del Veneto tratterebbe la manutenzione. Ci vedremo dopo Natale. Presenteremo un progetto al Comune e alla Regione. Poi faremo un bando per individuare chi finanzi l’opera, tenendo conto della produzione di olio. Mi auguro che riusciremo ad avviare il progetto entro il 2014”.
Bertucco e Benciolini: “Ricerca e visite didattiche vanno bene. Il sito necessita di un piano di gestione. Attendiamo l’incontro col Wwf, magari nell’oasi”.
Gennaio 2014. Monica Lavarini (Lega Nord), presidente Iciss da 18 mesi, si dimette: “Negli ultimi tempi si sono create condizioni che non mi consentono di lavorare e di proseguire serenamente il mio impegno”. Tra le situazioni difficili elenca il futuro di Villa Guardini e Vajo Galina.

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