Vajo Galina manifesta l’insipienza di troppi e l’inadeguatezza della politica

Anno 2013. Vajo Galina, a nord di Avesa, è un SIC (sito di interesse comunitario – siti istituiti dall’UE, formano la rete “Natura 2000” per tutelare la biodiversità) di straordinario valore ambientale e naturalistico, in particolare per gli aspetti geologici, microclimatici, botanici e faunisti, collocato tra i Comuni di Verona, Negrar e Grezzana. E’ una porzione di ambiente pedemontano, tra i 200 e i 400 metri di quota. La zona è vincolata con la denominazione di “Oasi di protezione”, grazie all’intervento della Provincia di Verona del 1997 che ne ha escluso l’attività venatoria. Nello stesso anno è stata inserita nelle aree SIC.

Nel 1993 l’Iciss (Istituti civici di servizio sociale), proprietari, hanno concesso l’Oasi naturale, in comodato gratuito, alla sezione Wwf di Verona, impegnata a preservare e a valorizzare il fondo sulla base di un progetto di salvaguardia ambientale e di arricchimento culturale.

Dal 1997 si è richiesto il riconoscimento come “Oasi di protezione”,

ponendo così l’area sotto la tutela della legge 11-2-1992, n° 157: “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio”. In essa vigono tutte le norme di salvaguardia e di rispetto destinate al rifugio, alla riproduzione, e alla sosta della fauna selvatica. Il vajo, per la sua bellezza e per il suo valore storico e ambientale, è stato riconosciuto a livello europeo come “sito di importanza comunitaria”.

Fino al marzo 2013, volontari Wwf si sono presi cura del sito; ma, a quella data, gli Iciss non hanno rinnovato la convenzione, scaduta da due anni, in nome di un nuovo, fumoso, progetto e hanno sfrattano i volontari che gestivano quel territorio.

Luglio: la natura prende il sopravvento in quelli che erano i percorsi di visitatori e scolaresche. Il “Sentiero Natura” è difficilmente individuabile; segnaletica e cartelli sono sbaraccati.

La presidente Wwf attende la convocazione dell’assessore Toffali: “Negli ultimi 18 mesi ci hanno messo bastoni tra le ruote; ci è stato ridotto il territorio alla sola area per la riproduzione della fauna. Se Iciss vende, noi presentiamo un progetto. Il nostro forte sono le attività didattiche”.

– Michele Bertucco (PD): “L’assessore non decide. L’area, di interesse comunitario, bisognosa di costanti cure, è nell’incuria; prima era presidiata e fruibile”. Inconcepibile!

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