Viale Venezia e dintorni: spazi abbandonati

Novembre 2013. Porta Vescovo. Desolazione in via Rosa Morando: serrande abbassate ed esercizi commerciali chiusi. Automobili ovunque, anche sui marciapiedi. Giardini sporchi.

Una mamma: “Attraversare l’incrocio di Porta Vescovo è pericoloso. Mi piacerebbe girare a piedi con il passeggino, in sicurezza. Non ci sono zone verdi per il gioco dei bambini: quelle accanto alla Porta sono sporche; a terra si trova di tutto. Non mi fido a lasciar giocare il bimbo”. Servono controlli nella zona mal frequentata.

PD: “A Porta Vescovo l’Amministrazione ha abbandonato ogni progetto di riordino. Il semaforo davanti alla Porta crea gravi rischi. L’area scivola verso il degrado, con presenze costanti e preoccupanti nei giardini pubblici.

La stazione ferroviaria di Porta Vescovo manca di segnaletica e di collegamenti pubblici. Occorre un piano di riordino complessivo che punti alla riqualificazione urbanistica, alla sicurezza, alla valorizzazione della stazione ferroviaria”.

Settembre 2013. Ex cantine Pasqua – via Belviglieri. Allarme degrado. Giacino: “In luglio il Tribunale ha emesso sentenza di fallimento nei confronti dei proprietari e ha nominato due curatori fallimentari. Da allora la situazione precipita. Le ex cantine rischiano l’abbandono, come il vicino Tiberghien: edifici di grandi dimensioni diventano ricettacolo di degrado e microcriminalità. E’ necessario un attento controllo. La società che doveva convertire il complesso in una cittadella di appartamenti, uffici e alberghi è fallita”.

Secondo la legge, i proprietari devono mantenere gli immobili in condizioni di sicurezza evitando degrado e attività illegali. Soluzione (?): qualche privato acquisisca gli immobili e investa nell’area.

PD: “Cedendo a richieste di privati, l’Amministrazione Tosi-Giacino ha concesso di costruire i 41 appartamenti previsti, più un albergo (il secondo nello spazio di 100 metri) e una serie di uffici per un totale di 10.000 mc. Progetto insostenibile. Giacino doveva intervenire prima del fallimento dell’impresa, concordando un recupero credibile delle ex cantine, tenendo conto delle esigenze del quartiere e della viabilità”.

Valutazione di Tito Brunelli

Va bene un sano intervento di privati. Prima però spetta all’Amministrazione disegnare il futuro di Verona, all’interno del quale il privato possa muoversi secondo le visione e gli interessi suoi e valutando le conseguenze per il quartiere.

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