Spazi da recuperare – Odori da eliminare

Ottobre 2013. Santa Lucia. In fondo a via Guerrieri, sotto il cavalcavia ferroviario di via Sommacampagna, un’area verde abbandonata da anni, preda di degrado e trascuratezza, è luogo di ritrovo notturno di poveracci. Va riqualificata, in base alla destinazione d’uso, in accordo con la proprietà: la Diocesi. Residenti: “E’ sito da ripulire dalle sterpaglie. Tagliamo noi l’erba; raccogliamo detriti, lattine, bottiglie e qualche siringa. I frequentatori sono coppiette, drogati, persone che arrivano dai binari. Una soluzione va individuata. Si può pensare a orti comunali?”.
Novembre 2013. Madonna di Dossobuono. Petizione “Scaccia odori” nei confronti di “Veneta Bitumi”, azienda che produce asfalti nella cava di ghiaia Ca’ Facci di via Mantovana. I residenti segnalano odori nauseanti in uscita dall’immenso buco. Si rivolgono a Daniele Bernato, presidente della IV Circoscrizione, e a Francesco Centon (lista Tosi). “Guaio antico. Chiediamo l’intervento di Arpav (agenzia per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto) per le verifiche all’impianto acceso”. Enrico Toffali, assessore all’Ambiente: “Gli accertamenti non rilevano nulla. Sembra che gli odori mutino secondo la pressione atmosferica e i venti”.
I proprietari: “In agosto abbiamo fatto le nostre verifiche. I parametri sono in linea con la tabella della Provincia. Le proteste arrivano ora che la produzione cala: siamo passati da 30 a 5 o 6 camion al giorno. Chiuderemo l’azienda e l’area potrà diventare un grande parco”.
– Dicembre. Arpav sospende temporaneamente l’impianto per rilevare le emissioni di benzene: cinque volte superiori al limite consentito.
– Maggio 2014. Il Settore ambiente della Provincia di Verona consente la ripresa dell’attività. Sconcerto tra i residenti, che preparano un esposto in Procura.
Luglio 2014. Francesco Centon: “Il proprietario ha sollecitato la Regione perche l’attività di scavo, che scade a fin anno, sia prorogata di due anni. Se la richiesta sarà accolta, diventerà necessario mitigare l’impatto ambientale con alberi da piantare nell’area di Forte Gisella”:
– Fine luglio. Aumento di bruciori agli occhi e alla gola e odori nauseabondi. Si organizza un Comitato di residenti per garantire la salute, contro la produzione di bitumi e le emissioni di benzene. Vengono coinvolti esperti; si presenta una istanza al Sindaco con 272 firme. Nulla.

Il tecnico Fabrizio Odorici: “La cava è profonda circa 15 metri e il camino, alto 11 metri, è a livello delle case. Un impianto insalubre dovrebbe essere isolato, lontano dalle abitazioni. Manca un sistema di abbattimento delle sostanze organiche volatili. E’ bizzarro che la Provincia consenta la riaccensione dei motori senza nuovi controlli di Arpav, accogliendo le analisi della ditta privata. Gas inquinanti e benzene sono tra le sostanze più tossiche e cancerogene dopo la diossina”.

– Agosto. Arpav ha installato centraline di rilevamento per registrare la tipologia di emissioni che fuoriescono dai camini della Veneta Bitumi. Inizia un nuovo capitolo per l’impianto che produce asfalti in Ca’ Facci. Una volta elaborati i dati, l’USSL 20 si esprimerà in merito alla pericolosità o meno dei gas prodotti per la salute dei cittadini.

Valutazioni di Tito Brunelli

Area di via Guerrieri. A Santa Lucia se ne parla da decenni. Nulla si muove. Scrivere cosa si deve fare è semplice; richiede però tempo, energie e inventiva. Richiede che qualcuno, meglio un’associazione, si innamori del sito e dei suoi possibili utilizzatori. L’alternativa è la solita: una ripulita, sapendo bene che dura il tempo della ripulita.

Proposta semplice e difficile: Comune, Diocesi, Circoscrizione, volontariato locale si incontrano fino a quando si trova la soluzione. Proposta semplice e ovvia, ma … chi pone man a essa?

– ”Veneta Bitumi”. Di puzze ce ne sono tante anche a Verona. Giusto lavorare. Giusto che la gente non sia costretta a respirare odori cattivi. Come al solito, occorre parlare e vedere la soluzione, che può essere, semplicemente, uno spostamento. Quando Comune e Regione hanno autorizzato l’azienda si sono chiesti quali conseguenze ne sarebbero derivate per i residenti? Gatta ci cova.

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