Considerazioni di Tito Brunelli sul piazzale della stazione

Sullo stato di piazzale XXV Aprile abbiamo detto: è una vergogna per Verona e per le Ferrovie dello Stato. Anche chi non frequenta l’ambiente si prenda un’oretta e verifichi di persona.
Ripetiamo la domanda che da anni ci facciamo: ci saranno finalmente una stazione e un piazzale ordinati e accoglienti a disposizione dei Veronesi e dei molti turisti? Avverrà nei primi mesi del 2015? Ce lo auguriamo ma chi se la sente di garantire?
Aggiungiamo due riflessioni, già note ai nostri lettori.
Prima. La notizia dell’avvio dei lavori in piazzale XXV Aprile non è del 2003. Sono stato eletto consigliere comunale nella primavera del 1998. Nel luglio di quell’anno, il neo eletto Consiglio comunale è stato convocato su un tema presentato come urgente: le Ferrovie dello Stato, attraverso Grandi Stazioni, aveva deciso un intervento immediato per adeguare la stazione ferroviaria di Verona alle nuove esigenze.

Occorreva decidere prima delle ferie estive. Sono arrivati a Verona fior di progettisti e di ingegneri; hanno sottoposto al Consiglio un progetto già elaborato. Prevedeva il rinnovamento della stazione e del piazzale; un grande parcheggio sotterraneo (allora di tre piani); un grande palazzo di vetro davanti al Tempio Votivo per AMT, negozi e tanto altro. Il ‘sì’ dei Consiglieri comunali è arrivato, con numerose osservazioni. La fretta della convocazione e l’apparato coinvolto facevano prevedere che i lavori sarebbero cominciati entro pochi mesi. Invece nulla. Se ne è riparlato (solo parlato) nel 2003. La politica decide con questi ritmi!

Seconda. I veronesi che faranno una passeggiata nei pressi della stazione ferroviaria di Verona, provenendo da viale Palladio, dagli hotel Rossi e Piccolo o da via Dalla Bona, verificano una realtà inaccettabile in un’area così importante della città: la prima che incontrano i visitatori. Partiamo dai marciapiede intorno al piazzale: molti sono distrutti e sporchi. Passiamo al movimento dei pedoni, in gran parte studenti che vanno e tornano dalla scuola: il pericolo è in agguato costante e mancano le protezioni. La prostituzione è diffusa e sguaiata. Grave è la questione parcheggi, soprattutto per le soste brevi in attesa del familiare e del conoscente che arriva in città: si parcheggia ovunque. Il dato più grave, però, è la puzza. Lo spazio intorno al palazzo del servizio postale è una grande latrina: chiunque decide di fare pipì e cacca lo fa tranquillamente: lo capisce chiunque transita a piedi o in bicicletta. Lo stesso avviene intorno alla chiesa del Tempio Votivo, tradizionale terra di bivacco.

Ritorna il problema già trattato: è molto importante fare una bella stazione e una bella piazza, ma non è sufficiente. Un discreto numero di persone non segue progetti e aspettative dei cosiddetti benpensanti: seguono loro logiche spesso incomprensibili ai più. Spetta a tutta la città imparare adn abbattere i muri della incomunicabilità rispetto a queste persone e cercare soluzioni condivise, difficili ma, nella gran parte dei casi, possibili. Verona ha fior di associazioni e di volontari che già hanno instaurato un dialogo con queste persone. Con il contributo di molti, si possono aprire scenari nuovi.

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