Crediamo che piazzale XXV Aprile possa rinascere?

L’area della stazione ferroviaria è tra i principali segni dell’incapacità di Verona di risolvere i suoi problemi. Da decenni disservizi e disagi non trovano soluzione: figuracce su figuracce riguardano la ristrutturazione interna dell’edificio, il piazzale e le zone circostanti.
Ristrutturazione interna. Proteste per lo stato di abbandono e la carenza dei servizi. Nonostante l’accoglienza dignitosa di alcuni negozi, l’immagine è di un luogo preda del degrado: sporco, immondizia negli angoli e sui binari; lucernari rotti che spandono acqua piovana nell’atrio; bagni vecchi e sgangherati; sale d’aspetto malandate, prive di qualsiasi comfort; vani vuoti pieni di calcinacci. L’organizzazione non va: è carente l’assistenza ai viaggiatori. Da 5 anni manca l’Ufficio informazioni: i turisti sono abbandonati.

Gli ascensori sono pochi e poco segnalati, attivi solo dalle 6 alle 23 nell’ala est; assenti in quella ovest. Ascensore e scala mobile conducono solo al binario 1. Per il resto bisogna arrangiarsi a forza di braccia, proprie o di facchini improvvisati: qualcuno, senza tesserino di riconoscimento ed esigendo una mancia, si offre per portare a mano i bagagli: lavoro improvvisato e inventato. Anche i disabili si devono arrangiare. Chi arriva non trova parcheggio. Sono lunghe le file davanti alla biglietteria, con tre sportelli aperti su sei. Lunga coda anche davanti alle vecchie toilette: si pagando 80 centesimi, anche se la porta è rotta: bisogna tenerla chiusa a mano. Un cartello avverte che alle 24 la toilette chiude. Così Verona si presenta alle migliaia di visitatori stranieri, sperduti: cose da Terzo Mondo.
Gli stessi visitatori, usciti sul piazzale a soqquadro per gli interminabili lavori, penano per ottenere le essenziali indicazioni da passanti caritatevoli e poliglotti: “Dov’è il centro cittadino; dove si trovano i monumenti, gli alberghi, i ristoranti?”.
Ci fidiamo? Sui tempi del cantiere nessuno mette la mano sul fuoco.
C’è chi si chiede perché il Comune non reclama per i pesanti danni provocati dal cantiere; perché non promuova proteste: il Veneto, prima regione d’Italia per turismo e Pil, non può offrire biglietti da visita di questo tipo per i turisti provenienti dal mondo
Dieci anni non sono bastati per avere una stazione decente. Chi paga i ritardi infiniti?
E se il treno è in ritardo o non arriva, c’è un rimborso?

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Urbanistica, Verona di tutti i giorni, Verona e il suo Territorio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...