Come intervenire in Alto San Nazaro?

Giugno 2012. Il Comune inaugura un giardino di 11.000 mq: vista sulla città e punto di incontro di cittadini. Si prevede un intervento edificatorio su roccia friabile, in gran parte tufo.

Settembre. L’irrigazione non funziona. A tre mesi dall’inaugurazione, il parco muore di sete: alberi scheletriti e manto erboso bruciato dal sole. AMIA tampona, portando acqua con l’autobotte. Finalmente arriva l’irrigazione. In altri momenti bastano scrosci di acqua, terra e fanghiglia per allagare il parco e creare disagi. Il passaggio di motorini e auto, soprattutto di sera e di notte, mette a dura prova il manto erboso.

Residenti : “Temiamo che la roccia frani. Perché tagliano gli alberi?

Restano i problemi di sempre: traffico, scarsa pulizia dei cassonetti dell’immondizia, buche sui marciapiedi, sicurezza. Ma molto di più preoccupa che in Alto San Nazaro si spaccia droga. Alla mattina, prima dell’inizio della scuola, molti ragazzini incontrano gli spacciatori che, di notte, si nascondono nel parco aperto. Ottimo deterrente: le pattuglie sul territorio”.

– Giugno 2014. Torna a galla il pericolo per i ragazzi in Alto San Nazaro. Sulla gradinata è continuo il via vai di persone che spacciano e consumano droga e alcol. Abbandonano su scala e giardini siringhe usate, biancheria intima, indumenti, sporcizia e rifiuti di ogni tipo.

Una signora: “Al mattino bonifichiamo. Ci fanno dispetti perché allertiamo le forze dell’ordine che intervengono. Appena se ne vanno però il giro si rifà”.

La zona è video sorvegliata, ma restano angoli ciechi.

Molte promesse non sono state mantenute, come l’area pic-nic e il barbecue.

Valutazioni di Tito Brunelli

Non basta inaugurare bei parchi. Occorre attrezzarli per le varie evenienze, come la siccità e l’eccessiva presenza di acqua. Occorre soprattutto creare le condizioni perché il parco sia custodito e controllato giorno e notte. Se poi il parco diventa occasione di spaccio di droga, la custodia deve diventare obbligatoria e permanente, con l’utilizzo di telecamere e, in tutti i momenti possibili, la presenza organizzata e concordata di persone, famiglie e associazioni del posto.

La città è nostra. I nostri figli sono nostri.

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