Situazioni pesanti e, a loro modo, preziose: fanno riflettere e spingono a decisioni

Giugno 2014. Giarina. Piccolo polmone verde tra Adige, Teatro Romano e piazza Isolo, con alto passaggio di persone: il primo biglietto da visita per chi arriva da ovest in direzione centro storico.
La visuale però non è di un giardino verde per il gioco dei bambini o per la lettura del giornale: i bambini non lo frequentano e gli anziani girano al largo. Non si vedono famiglie. Quello che potrebbe essere un prezioso punto di aggregazione per il quartiere è zona da cui si sta lontano.
In più punti il verde è un ricordo. Ci sono alberi secchi ed erba incolta. Imperversano degrado, sporcizia, rifiuti, terriccio brullo, escrementi di cani, sacchi neri tra i cespugli, zaini con coperte, effetti personali, indumenti, cartoni. Segni di bivacchi, anche in pieno giorno, di cattive frequentazioni, di persone che consumano alcolici. Le panchine diventano giacigli.
Un residente: “Una vergogna. In un’area comunale volano bottiglie: i frequentatori bevono troppo. Abbiamo chiesto più volte che il Comune sistemi le aiuole. Nessuna risposta. Interverrei io, ma ho paura di eventuali sanzioni”.
– Miracolo! Sono state sistemate le pietre dei camminamenti del giardino, sollevate e rotte dalle grosse radici degli alberi. Pare che residenti e passanti possano godersi la Giarina. Cosa succede? I vigili presidiano l’area da mattina a sera. AMIA falcia l’erba, pulisce aiuole e camminamenti, sistema le panchine. Il manto erboso resta secco: c’è poco da fare.
Miglioranzi (AMIA): “Riqualificazione iniziata”. Oggi.
Domani? “Non riusciamo a fare ciò che vorremmo”.
– 8-8-14 Il sindaco Tosi colloca un presidio permanente della Polizia municipale alla Giarina per allontanare gli indesiderati.
L’iniziativa avrà successo? Gli eventi dei 7 anni di amministrazione dicono di no.
Dove andranno queste persone? Spariranno?
Quali le soluzioni possibili?
C’è chi sostiene che può ottenere risultati migliori un’assistente sociale preparata e motivata che dieci vigili urbani.
Valutazioni di Tito Brunelli 

Quanto scritto pone problemi che abbiamo già affrontato, ma da un punto di vista particolare.

Una quindicina di anni fa, Favale e un gruppo di cittadini hanno scelto la Giarina come luogo in cui accogliere ogni mattina poveri e diseredati per fare colazione insieme. Un po’ alla volta si sono affrontati i problemi di queste persone: il lavoro, i rapporti con familiari e amici, la pulizia della persona, la costruzione della propria identità e della propria dignità.

L’Amministrazione Tosi ha chiuso questa esperienza di vicinanza umana, disperdendo di fatto le persone che avevano come riferimento la Giarina, che comunque è rimasta nelle gambe e nel cuore di molti di loro che ancora oggi la frequentano.

I problemi che si evidenziano:

– i poveri vengono cacciati, ma “li abbiamo sempre tra noi”,

– i residenti hanno diritto di poter usufruire dei loro spazi verdi, soprattutto se sono pochi;

– Vigili urbani e AMIA si danno lodevolmente da fare. Recuperano e salvaguardano spazi, ma per

tempi brevi, non in permanenza. Occorre un altro tipo di decisioni.

Come già scritto, spetta alla cittadinanza nel suo complesso decidere che tipo di rapporto tenere con le persone che vivono ai margini. La proposta del sindaco Tosi è chiara: cacciare, chiudere, recintare, spaventare. Con quali risultati?

L’altra soluzione è difficile; richiede l’impegno di molti, ma recupera persone e un rapporto umano con loro.

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