Verona: città delle Mura Cadenti?

Valutazioni di Tito Brunelli

Quando ci si rende conto che si ha in mano un bene unico al mondo, riconosciuto e proposto a tutti come patrimonio dell’umanità, scatta l’orgoglio. E i Veronesi hanno molti motivi per sentirsi orgogliosi della propria città e del proprio territorio. Quando, alcuni anni fa, lo Stato ha affidato agli enti locali molta parte di questo patrimonio abbiamo salutato l’evento con gioia e speranza.

Ma non è sufficiente l’orgoglio. E’ essenziale essere degni del proprio passato.

“Poche città hanno una cinta muraria all’altezza di quella di Verona”. Questa affermazione crea tremore nelle persone consapevoli: conservare e affidare a chi verrà dopo di noi non solo le mura, ma l’Arena, i forti, le chiese, le centinaia di monumenti che ci sono stati consegnati è impresa al limite dell’impossibile: una responsabilità che fa tremare.

La strada è una sola: mobilitare tutte le energie positive della città e cercare l’aiuto dell’Unione Europea e di tutti gli enti che sono attenti ai beni comuni.

Tra le energie positive collochiamo le Fondazioni cittadine, gli industriali, gli addetti al turismo, tutti coloro che vivono del turismo e che hanno tutto l’interesse che la città sia bella e ben tenuta.

Non ci si può permettere cadute di calcinacci, neppure di una piccola pietra. Non ci si può permettere sporcizia. Si deve garantire una presenza qualificata di cura e di manutenzione. Si deve attrezzarsi con associazioni e servizi adeguati.

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