I colli che il mondo dovrebbe invidiarci

Valutazioni e proposte di Tito Brunelli

Un dato dovrebbe essere certo: Verona non può abbandonare le Torricelle a se stesse, come succede da decenni. Le nostre colline devono essere luogo ameno e prezioso per chi cerca ristoro e vicinanza tra persone e natura.

La questione: a chi tocca valorizzare le Torricelle? Tocca all’Amministrazione comunale. Fin qui si trova l’accordo. Ma ecco il ritornello: “Oggi i Comuni sono poveri. Non possono spendere”. E’ vero solo in parte: ogni Comune spende. Il come e in quali direzioni dipende dalle priorità dell’Amministrazione. Il Comune di Verona di soldi ne spende molti: quanti per le Torricelle? Zero o poco più. Affermare che valorizzare le Torricelle spetta al Comune non significa che deve essere solo il Comune a progettare il futuro dell’area e a spendere i soldi che occorrono. Possono entrare in campo soldi di privati o di enti. Ciò che conta è che il Comune abbia in mano il timone del progetto di valorizzazione e tenga ben ferma la rotta: il bene della collettività cittadina (le Torricelle sono un bene di tutti i Veronesi).

Oggi ci sono gruppi, quelli del volontariato ambientale, disponibili a curare e a gestire spazi verdi senza scopo di lucro. Chiedono che vengano rispettati i valori ambientali in cui credono. Anche le scolaresche, nell’ambito della loro attività formativa, possono dare una mano. Si può trovare disponibilità da associazioni di lavoratori in pensione, ad esempio da chi ha lavorato nell’ambito dell’agricoltura e del contatto con la natura. Se si lancia l’idea, chissà quanti cittadini si faranno avanti. Basta vedere il successo degli orti per anziani. Anche gruppi economici e industriali, in cerca di attività lavorative innovative possono partecipare. Le fondazioni attive in città (Cariverona, Cattolica, San Zeno) possono contribuire con idee, proposte e sostegno economico per le attività lavorative che si possono avviare.

Si può proporre una assemblea cittadina, a tappe:

la prima: informativa sulle Torricelle, da tutti i punti di vista;

la seconda: la riflessione interna delle associazioni interessate (ambientali, industriali ed economiche) che deve concludersi con proposte di intervento scritte e con la disponibilità o meno di operare direttamente in quell’area di Verona;

la terza: presentazione delle proposte a un gruppo tecnico di valutazione;

la quarta: assemblea unitaria delle associazioni disponibili e di tutta la città per l’approvazione dei progetti migliori, su cui lavorare, scegliere e operare insieme, con Consiglio comunale e Giunta. Ne parliamo.

 

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