Meglio parlare a Tele Arena. In pubblico no

23 aprile 2014. A Tele Arena Paternoster e Cigolini ribadiscono: “Abbiamo esaminato tutte le tecnologie moderne. L’incenerimento è quella che dà le maggiori garanzie. Siamo in difficoltà da anni perché in passato, a Ca’ del Bue, si sono fatte sperimentazioni rivelatesi fallimentari. Basta tecnologie sperimentali. Se la programmazione regionale ci chiede di rivedere il progetto lo rivedremo, con tre punti fermi però: che non aumenti la tariffa a carico dei cittadini; la Regione non scenda sotto le 150.000 tonnellate annue di rifiuti da trattare a Ca’ del Bue; ci siano i contributi Cip6: un diritto acquisito, con una convenzione in essere. Sarebbe un enorme danno per l’azienda se non facessimo tutto il possibile perché l’inceneritore riparta. Non è tollerabile che esistano discariche dove si buttano rifiuti che potrebbero essere utilizzati per creare energia. I rifiuti urbani (plastica, vetro, carta) sono oro per noi: ce li pagano bene. Sarebbe sciocco bruciarli. Bruceremo invece i rifiuti speciali industriali”.

La conclusione di Cigolini nella Commissione consiliare: “AGSM va avanti per la sua strada. L’alternativa è portare i rifiuti in discarica. Ricorriamo al Consiglio di Stato. Nei confronti della Regione è partita una diffida: i conti veri li faremo quando la Regione ci dirà ufficialmente quante tonnellate di rifiuti vuol portare a Ca’ del Bue. Se i conti non torneranno ci fermeremo. In ogni caso non aumenteranno le tariffe”.

AGSM perciò, d’accordo con il Comune, suo proprietario, non si schioda: avanti tutta per far ripartire il termovalorizzatore di Ca’ del Bue. Non ci sono alternative allo studio.

Cigolini: “Al momento non esiste un’alternativa a Ca’ del Bue. Qualsiasi altra soluzione porrebbe AGSM in condizioni di rischio”.

Tre note e un appello:

Bonfante: “Obiettivo di Tosi e AGSM è smaltire rifiuti industriali, inclusi quelli pericolosi. E’ il rischio per il futuro”.

Bertucco: “E’ cambiato il panorama dei rifiuti. Il Comune ha fatto finta di nulla e ha programmato il raddoppio dell’inceneritore per una quantità inesistente di rifiuti”.

Nicoletta Chierego, presidente di “Verona salute”: “Il mancato diffondersi della raccolta differenziata in alcuni quartieri nasce da una direttiva politica per salvare Ca’ del Bue”.

– Appello di Everardo Amadio, presidente onorario Wwf-Verona, all’annuncio che AMIA promuoverà la raccolta dei rifiuti porta a porta in Borgo Roma: “L’estensione del porta a porta

innalzerà la media di separazione dei rifiuti, ora al 50%. In alcuni quartieri e Comuni della provincia il riciclo è al 70-80%. La raccolta differenziata si può portare sopra il 90%. L’obiettivo “rifiuti zero” è possibile. Bisogna crederci. La riaccensione di Ca’ del Bue aumenterebbe l’emissione di anidride carbonica e l’inquinamento dell’ambiente e del suolo circostante, con ricadute sull’agricoltura e sulla salute umana, e ceneri da smaltire (il 30% della massa bruciata). Risvolto diseducativo: l’incenerimento aumenta la propensione al consumo; non punta alla parsimonia e al riutilizzo dei materiali. A livello mondiale consumiamo materie prime come se avessimo a disposizione un pianeta e mezzo. L’inceneritore è opera insostenibile. La progettazione di Ca’ del Bue è stata uno sbaglio: si ammetta l’errore e si volti pagina”.

 

 

 

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