Due punti di vista sui Cip6

 Toffali: “La burocrazia, dopo 7 anni, ha modificato le carte in tavola: ha ridotto la quantità di rifiuti da bruciare a Ca’ del Bue e ha cancellato i Cip6, eliminando il supporto economico dello Stato all’inceneritore ed elevando le tariffe, per far sì che il Piano finanziario non possa auto sostenersi. Venendo meno i parametri sui quali erano stati effettuati gli studi e sui quali abbiamo assegnato la gara, cade la sostenibilità finanziaria dell’operazione. L’impianto però era nel Piano dei rifiuti, con tutte le garanzie del caso. Prendiamo atto del Piano rifiuti regionale e attendiamo la conclusione della vicenda dei Cip6, per capire se ci sono i presupposti per andare avanti. Gli incentivi rappresentano il 25-30% della tariffa di conferimento dei rifiuti nell’inceneritore. Senza di essi, bisognerebbe alzare la tariffa. Inaccettabile!”.

Cigolini: “AGSM rischia di buttare al vento anni di progettazioni, bandi e studi sulle emissioni nocive. Lo stesso Tosi mette in discussione la fattibilità dell’inceneritore per cause indipendenti dalla volontà del Comune. Urbaser non sarebbe garantito. Abbiamo l’obbligo di tutelare i nostri investimenti e i diritti acquisiti.

Il nuovo impianto di Ca’ del Bue sta in piedi solo se si garantisce una determinata quantità di rifiuti o se vengono erogati incentivi governativi: i Cip6, senza i quali crollerebbe il delicato ingranaggio finanziario che può giustificare l’investimento privato di oltre 100 milioni di euro (il bando per Ca’ del Bue è un project financing).

Il Piano industriale di Urbaser prevede la sostenibilità dell’operazione con o senza i Cip6, che l’azienda ritiene dovuti. Ca’ del Bue si regge su due condizioni che non dipendono da noi: i Cip6 e/o le 196.000 tonnellate di rifiuti annui da bruciare a Ca’ del Bue. Se non ci saranno i Cip6, la sostenibilità dipenderà dalla quantità dei rifiuti. Il rischio è: meno rifiuti, zero incentivi, niente inceneritore. Rifiuti speciali a Ca’ del Bue? Sono sul mercato libero. Valuterà l’azienda se correre o meno il rischio. Vedo difficile la commistione con i rifiuti urbani”.

Gennaio 2013. Passo indietro della Regione sull’incenerimento: mantiene l’impianto di Verona tra i quattro previsti in Veneto, ma fissa a 150.000 le tonnellate da conferire a Ca’ del Bue.

Paternoster: “Se sarà contro il ripristino dei Cip6, la sentenza del TAR sarà la pietra tombale di Ca’ del Bue. Al contrario, se gli incentivi resteranno, troveremo un accordo con la Regione per garantire le 150.000 tonnellate annue per far funzionare il termovalorizzatore e confermare le tariffe. I pilastri per andare avanti sono tre: che lo Stato ci dia quanto dovuto: i Cip6; che la Regione, che ci ha chiesto di realizzare l’impianto, ci dia la quantità di rifiuti in grado di farlo funzionare a pieno ritmo; che le tariffe a carico dei cittadini non aumentino. Ca’ del Bue è bloccato da burocrazia e governo. Prendiamo atto che la Regione dice che su Ca’ del Bue la responsabilità di decidere spetta solo a noi. Faremo le nostre valutazioni.

E’ da vedere se il piano finanziario sarà in grado di reggere. I Cip6 valgono il 25% della tariffa. Con Conte ci sono punti di accordo: gli indirizzi di fondo e il privilegiare la raccolta differenziata: siamo passati dal 25% al 50-55%”.

Sindaci oppositori, “Sarebbe scandaloso che lo Stato assegnasse i Cip6 agli inceneritori: devono essere destinati alle fonti rinnovabili. Se il progetto Ca’ del Bue si basa sui Cip6, non si farà”.

Zardini (deputato PD): “AGSM tenta di scaricare le responsabilità politiche e tecniche, sue e dell’Amministrazione, sul governo. La vera responsabilità è loro: non hanno ascoltato chi, dal 2009, preannuncia ciò che sta succedendo. In base all’aumento della raccolta differenziata e alla riduzione dei rifiuti, non si può sostenere il piano AGSM, che prevede l’obbligo di portare a Ca’ del Bue, per 25 anni, una quantità di rifiuti non presenti sul mercato. Circa i Cip6, il governo ha adeguato la politica italiana alle recenti direttive europee: si elimina la distorsione per cui era economicamente vantaggioso bruciare i rifiuti anziché recuperarli e riciclarli”.

Il tira e molla continua. E gli anni passano.

 

 

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Cà del Bue, Inceneritore, Infrastrutture

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...