Cà del Bue: La voce del Partito Democratico

Cala il rifiuto indifferenziato. In Veneto la diminuzione dei rifiuti e la crescita della raccolta differenziata rendono sufficienti gli attuali inceneritori e inutile uno nuovo. La quantità dei rifiuti cala per la crisi generale e come inizio di un cambiamento di visione, che vede il rifiuto come risorsa da non sprecare. La capacità di smaltimento di Ca’ del Bue è doppia rispetto al necessario. La potenzialità dei rifiuti da bruciare, in Veneto, cala drasticamente: se si potenzia la raccolta differenziata, un nuovo inceneritore non serve. L’inceneritore non elimina le discariche, che restano necessarie per la raccolta delle ceneri: dei rifiuti bruciati rimane un 30% da smaltire.

Chi governa non apre la discussione sul Piano dei rifiuti; non vuole mettere in discussione lo status quo, neppure se a repentaglio è la salute dei cittadini.

La scelta di bruciare è incoerente. Lo certifica l’Unione Europea che, per il 2020, vuole il superamento dell’inceneritore: la quota di raccolta differenziata sarà dell’80%. Il rifiuto residuo sarà finalizzato al recupero di materia da riciclare e alla produzione di manufatti.

Fino al 2011 Verona era città virtuosa per la raccolta differenziata. Puntava al 65%.

Nel 2012 Verona frena sul porta a porta e la raccolta differenziata cala del 4%.

Maggio 2013: la differenziata cala di più di un punto sul 2012: 50,9% contro il 52%.

Temiamo che la raccolta differenziata si areni per portare rifiuti all’inceneritore: una tassa in più.

Chi frena? La politica. Il segno: il sindaco Tosi nega a AMIA di estendere il porta a porta.

Temiamo anche che a Ca’ del Bue vengano portati rifiuti speciali.

Preoccupa che nel Piano regionale non emergano alternative all’incenerimento e ai forni. La pianificazione di lungo periodo deve abbandonare il termovalorizzatore: dannoso, costoso, inutile.

L’alternativa all’inceneritore è possibile se la raccolta differenziata arriva all’80%, con il porta a porta e il trattamento a freddo per il recupero dei rifiuti. Sono le linee guida europee. Invece si evidenzia la volontà di Lega Nord e Comune a favore dell’inceneritore.

Scenario negativo: il vero guadagno è bruciare i rifiuti industriali e quelli speciali. E’ il pericolo maggiore.

Secondo Bertucco, nella lettera alla Regione (novembre 2012), il sindaco “Tosi ha intimato alla Regione di confermare il tonnellaggio inizialmente previsto per la linea di forni in progettazione, paventando altrimenti il pagamento di penali milionarie (9 milioni), anche in capo alla Regione, qualora i piani di AGSM e Comune fossero scombussolati da decisioni diverse”.

Aprile 2014. Bertucco – La Paglia: “Ciò che accade era previsto. Che gruppo dirigente pubblico è quello che ignora le tendenze e fallisce il piano di prospettiva tra il breve e il medio periodo? Che classe politica è quella che carica la città di enormi costi di progettazione, consulenza e propaganda per un progetto palesemente sbagliato? Chi paga i danni? Pagheranno politici e funzionari pubblici che hanno testardamente proseguito su una via evidentemente fallimentare o, come sempre, toccherà ai cittadini? Il sindaco Tosi avvii con la Regione un confronto che ci consenta di limitare i danni con Urbaser e di convertire Ca’ del Bue in una struttura compatibile con la ripresa della raccolta differenziata”.

E’ tempo che sulle questioni elencate si apra un dibattito cittadino. Prospettive e spese preoccupano.

 

 

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