Chi vuole Ca’ dal Bue?

 

Aprile 2014. Enrico Toffali assessore agli enti partecipati di Verona: “L’inceneritore di Ca’ del Bue non è una scelta del Comune di Verona; è stato voluto dalla Regione con il Piano regionale di gestione dei rifiuti. Il Comune è solo il soggetto che attua la decisione regionale. L’abbiamo ereditato dalle Giunte precedenti. La nostra responsabilità sta nell’aver dato razionalità e funzionalità al progetto. Abbiamo voluto che il Piano prevedesse un solo soggetto che si prendesse in carico l’impianto e lo gestisse. Dal 2007 la burocrazia ha modificato le carte in tavola: è stato ridotto il Piano rifiuti e sono stati cancellati i contributi dello Stato”.

I Sindaci anti inceneritore (San Martino Buon Albergo, San Giovanni Lupatoto e Zevio): “Abbiamo seri dubbi che la Regione abbia voluto Ca’ del Bue, realizzato da tangentisti veronesi degli anni 80, condannati. Tosi la smetta di nascondersi dietro la Regione. In Regione comanda lui in quanto segretario regionale della Lega Nord. Quando l’assessore regionale all’Ambiente, di questo partito, disse che un nuovo inceneritore non serve, venne zittito dai capi partito e fu costretto a una patetica retromarcia. Gli inceneritori esistenti in Veneto sono più del necessario; uno nuovo non serve. La verità è che a Verona fanno gola i milioni che incassa ad esempio il Comune di Brescia bruciando rifiuti. Ma la salute della gente non ha bisogno di nuove fonti inquinanti. Abbiamo fatto il possibile per far ragionare chi è accecato da illogiche valutazioni. Tosi non ha mai accettato un confronto pubblico.

La nostra conclusione è che non è la Regione a volere Ca’ del Bue. Essa individua una serie di linee guida, nelle quali inserisce anche questo impianto; ma poi spetta al Comune decidere se realizzarlo o no. Se non ci sono rifiuti da bruciare e non si sa dove andarli a prendere, la risposta è evidente”.

Daniele Nottegar (comitato anti inceneritore): “L’Amministrazione ha la memoria corta. Nelle osservazioni presentate dalla Regione alla conferenza dei servizi, nel settembre 2012, Venezia chiedeva che fosse analizzata la situazione dello smaltimento dei rifiuti e che si approfondissero le alternative. E’ difficile sostenere che la Regione ha imposto l’impianto. AGSM e Comune hanno la più ampia facoltà di cambiare il progetto, di bloccarlo e di cercare alternative”.

La realtà risulta evidente quando la Regione, che pure aveva dato il via libera all’impianto, comincia a tentennare e non assicura l’arrivo a Verona dei rifiuti necessari a riempire i forni e a farli lavorare a pieno ritmo. Finalmente poi l’assessore rompe gli indugi: “L’impianto è stato autorizzato in base a una precisa richiesta. Se le necessità sono mutate sarà l’azienda a risponderne. Non spetta alla Regione stabilire se Ca’ del Bue debba essere aperto o meno. Se si guarda alle prospettive indicate dal Piano, non vedo grandi possibilità di sopravvivenza, soprattutto per la sostenibilità finanziaria. Servono rifiuti da bruciare e non ce ne sono”.

Bertucco (PD): “Ora capiamo che non è la Regione a chiedere Ca’ del Bue. Cosa farà adesso il sindaco Tosi? Allestirà ugualmente i forni per bruciare rifiuti (speciali) provenienti da chissà dove? O dichiarerà il fallimento del progetto dei forni?”

Grillini (fine aprile 14): “Il sindaco Tosi dice che ha subito scelte regionali. Ma nella commissione regionale incaricata, c’erano Gian Pietro Cigolini, in rappresentanza del Comune, e i rappresentanti di AGSM e di AMIA: 3 su 7. Come fa a dire che hanno deciso senza di lui?”.

Partito Democratico. A differenza di quanto dice il sindaco Tosi, la Regione non vuole l’impianto di Ca’ del Bue Lo certificano i tecnici regionali quando abbassano a 150.000 le tonnellate annue da smaltire nell’impianto. Non è stata la Regione a costringere Verona a dotarsi di un inceneritore. Il sindaco Tosi, mediante il fido assessore regionale Conte, tenta in tutti i modi di farlo inserire nel Piano regionale. Quando dice che è stato lui a chiederne il ridimensionamento, racconta storie e mette in pericolo finanze e salute dei cittadini. Lui ha voluto Ca’ del Bue per la gestione dei rifiuti. Spieghi ai cittadini quanto costerà loro l’impianto e se servirà veramente”.

La confusione domina.

 

 

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