Archivi del giorno: 5 luglio 2014

Gli attori del progetto inceneritore

 Regione Veneto, Comune di Verona, Comuni limitrofi, AGSM, Urbaser

Ruolo della Regione

Anno 2012. In Veneto i termovalorizzatori in funzione erano tre: Padova, Fusina (VE), Schio (VI), con la previsione di un quarto a Ca’ del Bue (VR). Belluno e Rovigo utilizzano discariche. Treviso, senza inceneritore e senza discariche, sottopone i suoi rifiuti a un trattamento che li rende speciali e li porta fuori provincia.

Dicembre 2013. La Regione chiude l’inceneritore di Fusina: ogni anno bruciava un 13% in meno di rifiuti.

La Regione abbisogna di linee per rifiuti speciali, che oggi smaltisce con 9 impianti e 30 discariche. Altre 35 sono per i rifiuti inerti: gli scarti dell’edilizia.

Mancano una discarica per rifiuti pericolosi e una per l’amianto.

A termini di legge i rifiuti urbani vanno smaltiti all’interno della provincia in cui sono prodotti. Quelli speciali, per lo più residui della produzione industriale, vengono smaltiti sul libero mercato, da chi offre il miglior prezzo.

Spetta alla Regione Veneto decidere

– il progetto regionale dello smaltimento dei rifiuti,

– il numero degli inceneritori nel Veneto e la quantità dei rifiuti che ciascuno può bruciare.

Maggio 2012. Maurizio Conte, assessore regionale all’Ambiente, leghista: “Obiettivo è l’autosufficienza”.

In Veneto la situazione è in rapida evoluzione: Continua a leggere

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