Sede della Polizia municipale: Il giro dell’oca

Dicembre 2007. La neo Amministrazione Tosi, nel bilancio 2008, mette in vendita la sede dei Vigili urbani. Base d’asta: 12,6 milioni. Nel 2009 la cifra è abbassata a 9.450.000 euro. Compratori: zero, nonostante la posizione centrale e la possibilità di costruire uffici, negozi e abitazioni.
L’Amministrazione avvia i contatti per possibili traslochi.
Marzo 2010. Il parcheggio all’ex Gasometro prevede 5.000 mq per la nuova sede dei Vigili.
Gennaio 2011: si ipotizza un’area del Consorzio ZAI, al Quadrante Europa.
La Giunta cerca anche una sede in affitto e promuove un bando.
Estate 2012. La “Biasi Immobiliare spa”vince l’asta: offre un piano dell’ex torre Biasi, tra Borgo Roma e Cadidavid, dove dovrebbe sorgere Ikea. Data del trasloco: settembre 2012. Il Comune si impegna a pagare un affitto di 260.000 euro all’anno per tre anni, rinnovabili.
Parecchi dei circa 200 agenti sono perplessi sulla localizzazione sia dei mezzi di pronto intervento sia della nuova sede, lontana dal centro della città.
Nella stessa torre avrebbero dovuto stabilirsi anche le assistenti sociali delle Circoscrizioni IV e V e una trentina di lavoratori della Delegazione Traffico del Comune, ora nello stabile Biasi di lungadige Galtarossa, per il quale il Comune paga un affitto annuo di 230.000 euro.

Passa il tempo.

Nulla si muove. Nessun lavoro per adeguare il palazzo alle nuove funzioni: illuminazione esterna, impianti di sicurezza, spogliatoi, tendaggi, moquette, bagni. Niente reti informatiche particolarmente complesse trattandosi di installare la centrale operativa del Comando.

Perché? Il preventivo di spesa, previsto sui 150.000 euro, giunge al milione. Crescono i costi per rinnovare i locali, mettere a norma l’edificio e dotarlo delle apparecchiature informatiche.

Chi paga? Biasi e Amministrazione trattano.

Ulteriore ostacolo: la legge di stabilità del governo Monti vieta agli enti locali di affittare edifici di privati, o comunque non suoi, senza provato bisogno. Difficile dimostrare di non avere alternative. Il Comune di Verona ha 17 edifici e sedi sul territorio: li vorrebbe dismettere per costruire davanti alla Fiera la nuova sede del Comune.

Vigili: “E’ anche questione di immagine: il Comando è sede istituzionale, luogo di lavoro, ufficio pubblico. Non si può attendere il peggio per agire. Chi risponderebbe?”.

Vedono i cittadini e le delegazioni che visitano la città. “Siamo all’avanguardia in molti servizi. Chi viene per imparare resta meravigliato del degradato della sede”.

 

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Archiviato in La Verona del sindaco Flavio Tosi, Urbanistica

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