Piccolo gambero

                         Se l’immobile fosse di privati ?

Nella città di Verona un’importante sede istituzionale è ai limiti dell’agibilità. Chi passa nei suoi pressi rischia che gli cada in testa materiale vario.

Alcune aule sono chiuse perché non agibili. E’ chiuso un locale di 5000 mq con affreschi di Nicola Giolfino, del 1540. Preoccupano crepe, allagamenti e infiltrazioni d’acqua; muffe e situazioni igieniche al limite; bagni che non funzionano; spogliatoi senza porte; finestre senza vetri. Particolarmente grave è la situazione dello spogliatoio della sezione motorizzata: senza porta e senza vetri alle finestre. Questa stanza viene usata anche come magazzino: chiunque può entrare. Fatiscenti sono la facciata e il tetto di 500 anni. Nel soffitto si notano rigonfiamenti. Tempo fa, per le forti piogge, sono saltate alcune tegole del tetto e si è allagata la cantina che serviva da archivio.

Dicembre 2013. Ingresso principale inagibile. Si entra dal cancello. “Colpa delle piogge e della vetustà della struttura”. Si sono staccati intonaci, tufo, malta e calcinacci. Arrivano i pompieri, che rimuovono le parti pericolanti della facciata. Le impalcature ormai sono uno stabile arredo.

Domanda. Se l’immobile descritto fosse la sede di una azienda privata cosa succederebbe? Continuerebbe a operare? Come si comporterebbe il Comune?

Sveliamo l’arcano: ci riferiamo al Comando dei Vigili urbani, oggi Polizia municipale, di Verona – via del Pontiere, 32 – ex convento dei monaci di San Domenico: complesso monumentale di pregio, edificato nel XIII secolo e tutelato dalla Sovrintendenza. Nel 1921 divenne di proprietà comunale.

Anno 1985. L’ex convento viene occupato abusivamente degli agenti della Municipale. Lorenzo Grella, vicecomandante: “Il Corpo era diviso tra una sede in via Pallone e una all’ex Macello. Per protesta noi del Reparto Motorizzato occupammo l’immobile, inutilizzato”.

Fu prima sede dei Vigili del Fuoco, poi dei Vigili urbani. Da allora nessuna manutenzione.

Da più di 10 anni, in alternativa al restauro, si cerca una nuova sede. Stefano Mazzoni, Cisl: “Da anni chiediamo di sistemare la sede o di individuarne una meno vetusta. Si è andati spediti per la nuova caserma dei carabinieri di San Michele e per i lavori all’ex caserma Martini, destinata alla Guardia di Finanza. Ora si dia priorità alle nostre esigenze. Gli agenti lo meritano: non fanno manifestazioni o scioperi e continuano a lavorare”.

 

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