Il dibattito sulla cordata lombarda

Luca Zaia: “Buona notizia. Tutti quelli che avranno i requisiti potranno partecipare alla gara, che sarà europea: più sono meglio è. La concorrenza permette di scegliere il meglio. Obiettivo: viaggiare in treno come in Giappone: non un minuto di ritardo. La politica non c’entra. Se poi vince una società lombarda; se si crea un’alleanza politica del Nord e fosse quindi il Nord a gestire il Nord, non mi dispiacerebbe”.

Flavio Tosi: “La Regione Lombardia è credibile. Auspico che il progetto Maroni vada in porto”.

Renato Chisso, assessore regionale ai Trasporti (PdL): “Le ferrovie della Lombardia da noi? E’ come se la Circumvesuviana di Napoli gestisse il servizio pendolari del Veneto. No a un’alleanza politica con Maroni; sì a un servizio di alto livello: dobbiamo puntare in alto”. Chisso lamenta che Zaia ha disdetto il contratto con Trenitalia e ha deciso di mettere a gara il servizio senza avvisare l’assessore. Conclude però: “Il Presidente dice gara e gara sia”.

Andrea Bassi, consigliere leghista: “La società lombarda avrà gli stessi diritti degli altri concorrenti e sarà giudicata con gli stessi criteri. Vincerà la gara chi garantisce il migliore servizio al costo da noi indicato”. Anche Bassi ritiene vantaggioso l’eventuale asse politico: “A parità di proposta e dando priorità all’interesse dei passeggeri, la presenza di una società lombarda nella gestione dei servizi veneti darebbe omogeneità e integrazione al trasporto ferroviario tra regioni”.
Confronto – scontro tra Zaia e l’amministratore delegato (ad) di Trenitalia Vincenzo Soprani:

Zaia: “Trenitalia spieghi perché i treni sono in ritardo e sovraffollati: è responsabile del fatto che i pendolari si infilano in carri bestiame. Se il treno è sovraffollato significa che il contingente di vagoni non è adeguato: dipende da come si piazzano i treni in determinati orari. Stiamo ancora aspettando che arrivino i vagoni che ci avevano annunciato”.

Soprani: “La Regione acquista da Trenitalia le corse e stabilisce quando attivarle nell’arco della giornata. Se al mattino – tra le 6 e le 8,30 – ci sono pochi treni, pieni zeppi, non è colpa di Trenitalia, ma della Regione che ha chiesto pochi convogli. Corrispondono al vero le critiche su puntualità e pulizia; però non generalizziamo: verifichiamo caso per caso. Senza illusioni. Si parla di puntualità giapponese; ma quel mondo non è il nostro. Là una linea è dedicata esclusivamente ai pendolari. I convogli non sono automobili. Se si fa un cambio in corsa, di queste dimensioni, pretendere che vada tutto dritto è impossibile. Le carrozze vanno recuperate. Ci vogliono i tempi industriali”.

 

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