Non solo Ferrovie dello Stato: Altre società si propongono per gestire il trasporto ferroviario in Veneto

Gennaio 2014. Il governatore Roberto Maroni candida la Lombardia a gestire il trasporto ferroviario in Veneto, a una condizione: la fusione tra Trenord (società creata nel 2011 per i pendolari lombardi, partecipata al 50% e 50% da Regione Lombardia e Trenitalia) e ATM: gigantesca azienda comunale che controlla la mobilità a Milano e serve 650.000 pendolari ogni giorno. “Se si concretizza la fusione, avremo un soggetto in grado di allargarsi oltre la Lombardia e di sfruttare la grande occasione offerta dal Veneto che metterà a gara il servizio. La prospettiva è coerente con l’idea di un sistema macroregionale del trasporto su ferro e su gomma, con l’obiettivo di un unico servizio di trasporto, dal bike sharing agli autobus; dal tram ai treni per le medie percorrenze. Vediamoci per coordinare il sistema del trasporto ferroviario del Nord, per offrire una risposta di sistema”.

La fusione di Trenord e ATM, però, è lontana.  

Basta la sola idea della partecipazione della leghista Lombardia alla gestione dei treni del leghista Veneto per alimentare tensioni, soprattutto nella maggioranza che teme una posizione di vantaggio della Lombardia sul Veneto.

Marco Piuri, numero uno per l’Italia di “Arriva Deutsche Bahn”, società delle ferrovie tedesche che si occupa del trasporto locale su ferro e gomma in 14 paesi europei (già serve Verona sulla linea del Brennero diretta a Monaco di Baviera), è pronto a concorrere per gestire i treni del Veneto quando e se la Regione bandirà la gara. “In Italia c’è spesso qualcuno che vuole liberalizzare; da anni si discute di gare dal punto di vista tecnico. Poi non se ne fa nulla. Concorreremo se si mettono a gara bacini piccoli, per gradi; così gli investimenti iniziali sono ridotti e possono partecipare più concorrenti. Se invece si mette in gara l’intero bacino ferroviario regionale, in un sol colpo (occorrerebbero circa 500 elementi: locomotive, vagoni, …) si favorisce l’attuale gestore e si escludono altri possibili concorrenti. Investimenti milionari a parte, i treni non si trovano in negozio: servono anni per mettere insieme una flotta di grandi dimensioni. La Germania ha iniziato così: mettendo a gara lotti piccoli per permettere ai competitor di affrontare investimenti di minori dimensioni per l’acquisto di nuovi treni necessari al servizio. Il Veneto dovrebbe fare lo stesso: dividere la regione in tre aree e fare più bandi, per garantire ai vincitori le stesse condizioni di accesso ai magazzini e ai depositi delle manutenzioni”.

La Regione Veneto investe 150 milioni. “Con queste risorse si possono garantire servizi migliori e treni nuovi”. E’ uno schiaffo a Trenitalia, che giustifica i disservizi con il basso costo dei biglietti ferroviari rispetto agli altri paesi europei e con gli scarsi finanziamenti pubblici.

E’ possibile che partecipino alla gara anche gestori di treni francesi e olandesi.

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