Gennaio 2014. Trasporto ferroviario: il dibattito

Diego Bottacin, consigliere regionale: “Dopo anni di ostruzionismo, soprattutto dell’assessore Chisso, si guarda con serietà alla gara, se non altro perché peggio di così è difficile cascare. Tanto vale provarci. La normativa statale difende Trenitalia. Meglio mettere in gara un servizio frazionato, su più lotti separati, perché sia alla portata di più gestori. La Regione operi per l’integrazione ferro-gomma e per il biglietto unico.

Nodo: il protezionismo sindacale tende a confermare i privilegi dei contratti di lavoro blindati dei ferrovieri, producendo costi del lavoro altissimi. Un esempio: ovunque la manutenzione delle reti viene fatta di notte, mentre da noi si fa il mattino, con l’ovvia conseguenza che si fermano i treni. Questo fa risparmiare le società, perché il lavoro di notte costa più caro.

Ilario Simonaggio (CGIL) accusa la Regione di scaricare ogni responsabilità su Trenitalia, quando “i tagli negli orari di punta; la soppressione delle corse il sabato e nei giorni festivi; l’assenza di finanziamenti aggiuntivi per un servizio capillare sono frutto di errori nella programmazione regionale. Per ammodernare i convogli poi servono risorse.

 

Lavoro di notte? Secondo accordi sindacali, si fanno di notte gli interventi di manutenzione straordinaria, come la sostituzione dei cavi, mentre la manutenzione ordinaria e le ispezioni sono al mattino; provocano perciò interruzioni del servizio, anche perché a volte va interrotta l’energia elettrica. E’ questione di costi (il lavoro di giorno costa meno), ma anche di sicurezza (i binari di notte non sono un posto tranquillo). Ma i disagi dell’orario cadenzato non dipendono da questo; semmai dalla scarsità di treni negli orari di punta”. I lavoratori sono disponibili a rivedere le fasce di interruzione del servizio e contestano che sia il loro contratto l’ostacolo alla manutenzione notturna.

Per quanto riguarda l’intervento di Zaia, il rischio è che la gara vada deserta o con una sola offerta.

Attualmente in Veneto, come gestori del trasporto ferroviario, operano

– il Gruppo Ferrovie dello Stato,

– Italo di Montezemolo,

– gli austro tedeschi di BD-OBB,

– “Sistemi Territoriali”, sulla sola tratta Mestre-Adria, partecipata al 99% dalla Regione.

 

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