Che fa il presidente Zaia ?

Inizialmente prende tempo. Dopo una quindicina di giorni però la Regione, consapevole del rischio, disdice il contratto con Trenitalia, mettendone in discussione il monopolio: passo epocale per il Veneto su rotaia. Proteste e disagi hanno fatto traboccare il vaso. Il sevizio andrà a gara, come in Toscana e in Emilia Romagna.

Zaia scrive al “Gruppo Ferrovie dello Stato”: “Con la presente, manifesto la volontà della Regione Veneto di non rinnovare la convenzione con Trenitalia al 31-12-14”, data di scadenza della convenzione. Nel 2014 i treni circoleranno come concordato. Di più: prevedendo tempi lunghi per individuare il nuovo gestore, Zaia chiede a Trenitalia di proseguire il servizio per tutto il 2015, alle medesime condizioni contrattuali: transizione senza scossoni. Ci vogliano 24 mesi per l’avvicendamento tra Trenitalia e il nuovo gestore. Quando tutto sarà pronto ci sarà la gara.

La Regione avverte: “Se vincesse di nuovo Trenitalia, non accetteremo le stesse condizioni di contratto e le stesse offerte”.

Emergono perplessità sulle reali possibilità di chiudere i rapporti con Trenitalia. C’è chi teme che la scelta sia incauta: con la gara si rischia di passare dalla padella alla brace. E se Trenitalia non si presentasse alla gara? Altri si chiedono se è realistico pensare che un soggetto estraneo al “Gruppo FS” possa orchestrare in solitaria i convogli in Veneto. CGIL: “Non saranno molti i competitori in grado di partecipare”. I precedenti: in Italia sono state attivate sette gare. Di queste tre si sono concluse: tutte sono state aggiudicate a Trenitalia o a gruppi che la vedono protagonista.

Zaia: “Mi piacerebbe che il servizio venisse gestito da una società veneta, vicina alla gente anche nel dare risposte”.

Ostacoli principali per partecipare alla gara:

– acquisire i treni, il materiale rotabile, gli impianti di manutenzione

– il personale, presumibilmente di Trenitalia, potrebbe restare disoccupato

– pattuire con i gestori uscenti l’uso dei depositi

– affrontare un complesso piano finanziario, con un investimento iniziale, considerando che officine di manutenzione e depositi restano di proprietà di Trenitalia

– avere la piena conoscenza delle specifiche tecniche per poter operare

– non essere vincolati ai contratti di lavoro di Trenitalia.

 

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Archiviato in Collegamenti ferroviari, Il trasporto pubblico, Infrastrutture, Verona che non cambia

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