Il gambero: La Regione Veneto ripensa il futuro dei trasporti su ferro

Renato Chisso, assessore veneto alla mobilità, condanna Trenitalia e dichiara non riformabile l’attuale sistema ferroviario veneto: “I pendolari non sanno che farsene di un servizio come l’attuale. Occorre cambiare l’organizzazione e la mobilità su ferro in Veneto: basta ritardi e sovraffollamento. Stiamo studiando le possibili risposte. Condivido la decisione di Trenitalia: non possiamo permetterci corse con poche persone e sprechi. Gli orari cambieranno: saranno cadenzati (= frequenza oraria: i treni locali di una medesima linea partiranno sempre alla stessa ora e agli stessi minuti)”. Si prevede che aumenteranno del 23% i servizi per pendolari; del 30% i posti a sedere; del 18% le fermate. Migliorerà il servizio sulle direttrici Verona-Venezia e Verona-Rovigo per numero di convogli e posti a sedere”.

La grande rivoluzione parte il 15 dicembre 2013: i treni dei pendolari saranno cadenzati. Coincidenze certe. Trenitalia investe 5 milioni per la manutenzione dei treni regionali.

Chisso: “Sono soddisfatto. La manutenzione dei treni rimane nel Veneto: ciò dà certezza e serenità ai lavoratori circa il posto di lavoro”. I costi della Regione per il trasporto ferroviario locale aumentano del 30%: 273 milioni l’anno.

La rivoluzione punta sulla linea Venezia-Milano. Treni regionali veloci sostituiranno i treni interregionali. Il servizio sarà svolto da treni ‘veneti’, pagati dalla Regione Veneto; i capolinea saranno Venezia e Verona. Chi proseguirà per Milano dovrà scendere e salire su treni regionali lombardi. Si assicurano coincidenze puntuali e uguali tempi di percorrenza.

Sarà vero? E’ certo è che i treni partono e terminano la propria corsa a Verona, città cerniera: chi deve proseguire per Milano scende e sale su un altro treno che dovrà trovarsi in stazione nello stesso momento, possibilmente sullo stesso marciapiede, con una coincidenza di sei minuti.

Si sopprimeranno quattro coppie di treni interregionali tra Venezia e Milano. Questa linea sarà percorsa solo dai Freccia Bianca e dai Freccia Rossa di Trenitalia, passando dagli attuali 17 ai 70 euro di una Freccia Rossa. Quella delle tariffe è una grande questione aperta.

I treni regionali veloci fermeranno solo nei capoluoghi. Chi non abita in un capoluogo non vedrà più fermarsi i convogli

Le difficoltà saranno gravi soprattutto per migliaia di lavoratori veneti che operano nel bresciano.

Agosto 2013. Torino è la nuova sede dell’Authority sui trasporti, competente in materia di tariffe, prezzi, standard qualitativi, condizioni di accesso alle infrastrutture nei settori aereo, autostradale, ferroviario e marittimo, con poteri sanzionatori (i poteri di indirizzo e di programmazione restano ai Ministeri). E’ una sconfitta per il Veneto, per Verona in particolare. Cinzia Bonfrisco (PdL): “18 mesi fa,Verona ha presentato la sua candidatura. In commissione Bilancio, col voto di due senatrici leghiste, è passato l’emendamento dei parlamentari piemontesi, per un voto. Una forzatura: in tema di logistica e trasporti il ruolo di Verona è fondamentale”.

 

 

Pubblicità

Lascia un commento

Archiviato in Collegamenti ferroviari, Comune Verona, Infrastrutture, La Verona del sindaco Flavio Tosi, Verona che non cambia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...