Commento di Tito Brunelli

Le parole del procuratore Schinaia impressionano e lasciano poco spazio alla speranza.  E’ da augurarsi che non siano vere. Ci dice che:

– le inchieste contro la pubblica amministrazione sono molto più numerose di quelle emerse finora;

– è dilagante in ambito politico la mentalità per cui chi ha il consenso può fare quello che vuole;

– i delinquenti si sono fatti più furbi;

– i poteri dell’autorità giudiziaria sono stati decurtati;

– il potere politico si è regalato una sorta di immunità per poter fare quello che vuole;

– il legislatore non agevola la magistratura e non collabora.

Grave poi prendere atto che “le denunce sono quasi nulle” (Robledo). I cittadini fanno i fatti propri: non crediamo nelle nostre possibilità di rinascita.

La conclusione del Procuratore è drammatica: “Non c’è dubbio che, anche a Verona, esistono legami tra mafia e organizzazioni criminali e le società che partecipano ad appalti pubblici”.

Con la costituzione di un gruppo permanente di magistrati e polizia giudiziaria che segue pubblica amministrazione e infiltrazioni malavitose la Procura della Repubblica fa tutta itera la sua parte. D’ora in poi le cose cambieranno, a Verona.

Spetta a noi cittadini prendere coscienza della realtà della politica attuale (guai farsi abbindolare dalle parole e dalle immagini che ci vengono poste davanti) e agire in vista di un futuro migliore dei nostri figli e nipoti e della nostra società che, nel passato, ha saputo offrire molto alla civiltà umana e che altrettanto deve offrire per il presente e per il futuro.

C’è una alternativa?

Resta sospesa, a questo punto, la domanda capitale: c’è oggi, a Verona, una alternativa credibile al potere personale di Flavio Tosi?

L’attuale maggioranza come si presenterà alle prossime elezioni comunali?

L’opposizione con quale programma e con quali persone si mostrerà alla nostra città, che pare preferire una Amministrazione povera di persone e cupa nei comportamenti come quella attuale piuttosto di rischiare soluzioni non adatte al comune sentire?

Su questo si dovrebbe aprire il confronto, tirando fuori idee, progetti e valori su cui costruire il futuro. Finora non è mai stato fatto.

Qualcuno ha il coraggio di partire?

 

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