Per finire ascoltiamo Mario Giulio Schinaia, procuratore della Repubblica di Verona

(da articoli recentemente pubblicati sulla stampa locale)

Il procuratore Schinaia presenta il bilancio annuale dell’attività della magistratura a Verona: “Particolare allarme sociale destano in questo territorio, ricco di energie e di attività imprenditoriali, i reati, raddoppiati, contro la pubblica amministrazione”.

Le recenti inchieste in città, secondo uomini vicini al sindaco Tosi, sono emerse in concomitanza con la discesa in politica del sindaco su scala nazionale. Giustizia a orologeria?

Schinaia: “No. Sono inchieste che vanno avanti da anni e durano anni. Quelle in atto sono molte di più di quelle diventate di dominio pubblico. Destiniamo attenzione particolare alla gestione della cosa pubblica perché noto una mentalità dilagante in ambito politico: c’è chi è convinto che se ha il consenso può fare quello che vuole. Non è così: chi ha consenso deve rispettare ancora di più le leggi, per certificare la buona scelta elettorale dei cittadini. Indaghiamo dove vengono gestiti denari pubblici, anche sulla base di notizie di stampa. Ci sono aziende che oggi agiscono nel privato che di fatto non hanno perso la propria origine pubblica. Il problema è che chi le gestisce dovrebbe operare come un pubblico amministratore, non come un privato.

Parentopoli? Nelle assunzioni, è evidente la longa manus dell’amministratore pubblico.

Aeroporto. E’ stato gestito malissimo. Dobbiamo stabilire se gli amministratori, durante la loro gestione, hanno commesso reati.

Nuova tangentopoli? Parallelo azzardato. Non è cambiato nulla nella gestione di affari, amici e corruzione. I delinquenti però si sono fatti più furbi: ricorrono a sofisticati sistemi di pagamento. Le tangenti non sono più valigette piene di soldi. Adesso ci sono innovazioni apparentemente più sicure e consulenze. Le contrastiamo; ma i poteri dell’autorità giudiziaria sono stati decurtati. Esempio: non si possono più fare accertamenti all’estero. Il sistema politico si è auto difeso, regalandosi una sorta di immunità per poter fare quello che vuole. E, come si sa, se uno commette un reato e la fa franca, ne commette volentieri un altro. Eppure non siamo noi a dover dire ai politici quello che è giusto e quello che è sbagliato. I politici sanno benissimo che rubare è sbagliato.

Monitoriamo continuamente i reati contro la pubblica amministrazione e le infiltrazioni malavitose: un gruppo di magistrati e polizia giudiziaria segue con priorità tali reati. Le recenti inchieste ne sono la prova. Non c’è dubbio che esistono, anche a Verona, legami tra mafie e organizzazioni criminali e società partecipanti ad appalti pubblici. La difficoltà è acquisire le prove che dimostrino questi collegamenti. Ed è essenziale: il legame tra mafie e lavori pubblici può avere approdo nelle aule giudiziarie solo se è provato. Ma, afferma Schinaia, il legislatore non agevola l’emersione di questi fenomeni e non c’è interesse ad agevolare la collaborazione”. Il Procuratore identifica perciò “il colpevole: è il legislatore, che non vuole agevolare l’emersione del fenomeno”. Anche a Verona il compito della magistratura è ostacolato: “Tutto converge nel farci ritenere che vi sia poca voglia di collaborare da parte di chi è a conoscenza di eventuali illeciti. Inoltre dobbiamo fare i conti con interventi del legislatore che non agevolano la nostra attività”.

 

 

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1 Commento

Archiviato in Assunzioni di favore, Aziende partecipate, Commenti, enti economici veronesi, Eredità Tosi, Vicende giudiziarie

Una risposta a “Per finire ascoltiamo Mario Giulio Schinaia, procuratore della Repubblica di Verona

  1. carbone dario

    Per quanto attinente con le affermazioni del Dott. Schinaia, soprattutto nell’ultima parte del primo intervento, riguardo a chi agisce nel privato pur avendo origine pubblica la Fondazione Arena di Verona ne è un limpido esempio. Giuridicamente di diritto privato ma riconosciuta dalle leggi di “natura pubblicistica”, sottoposta alla Corte dei Conti, con finanziamenti pubblici (Stato,Regione e Comune). Quindi al suo interno si opera a seconda della convenienza, con regole miste sia della p.a. sia del settore privato che consentono uno spazio di manovra e di contabilità senza controllo. Ricordo che il bilancio della controllata Arena Extra srl è stato, e continua ad essere negato dal Sovrintendente alla visione di tutti, consiglio Comunale compreso, giustifincandosi con la forma giuridica privata della Fondazione. Altri esempi si potrebbero produrre, ma questo è il più eclatante proprio seguendo, al contrario, il principio di buona gestione e trasparenza invocato da Schinaia, il Sovrintendente non rende pubblico e trasparente un bilancio formulato con soldi pubblici. Ha forse necessità di farlo?

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