Indagini su ex Gasometro e filobus: ed è ancora Soveco

 Filobus. Opera di 104 milioni più Iva; per il 60% finanziata dallo Stato. L’appalto è stato vinto da una cordata guidata dal Consorzio Cooperative Costruzioni (CCC) di Bologna. Il filobus sarà gestito da AMT. Secondo il P.D. è da aggiornare la Valutazione di impatto ambientale rispetto a quella del progetto Tranvia ed è ancora sperimentale la tipologia dei mezzi posti a gara.

Ex Gasometro. Dopo 17 anni di blocco, il cantiere è attivo, con un project financing (finanziatori privati) e con un contributo pubblico di 6,7 milioni. La cordata che ha vinto la gara è formata da imprese private (Parolini, Im.Cos., Technital) e da AMT, società al 100% del Comune. Nulla di illegale (tanto più che l’offerta è stata una sola) ma l’opposizione ha parlato di ‘anomalia’. Sotto indagine potrebbe esserci l’intera procedura che ha permesso al Comune di sbloccare i lavori, in particolare la bonifica dell’area contaminata da rifiuti e idrocarburi.

Marzo 2013. In base a un esposto dell’opposizione, la Procura acquisisce, nella sede AMT, documenti, corrispondenza e progetti sulle gare per filobus ed ex Gasometro, per ‘fotografare’ le due opere. Si indaga su offerte presentate dalle imprese, contratto di appalto e progetto preliminare, caratteristiche dei lavori, la spesa e lo studio di pre fattibilità ambientale.

Estate 2013. Le indagini vengono prorogate: sono concessi altri 6 mesi per verificare l’esistenza dei presupposti per proseguire. L’avviso viene notificato a una ventina di persone (tecnici, dirigenti e funzionari) e all’assessore a Mobilità e al Traffico Corsi. Due le ipotesi di reato del sostituto procuratore Valeria Ardito: abuso d’ufficio e turbativa d’asta.

Bertucco (PD) chiede a Corsi di chiarire alla città la sua posizione giudiziaria.

Il sindaco Tosi liquida l’indagine come “inconsistente”, “senza capo né coda”, “campata per aria”. “Non siamo preoccupati. Non è in discussione un comportamento scorretto dell’assessore, ma che si possa o no far partecipare un’azienda del Comune alla procedura per la realizzazione del park all’ex Gasometro. Il problema non esiste”.

La preoccupazione. Il bando per il filobus, vinto da un’ATI capeggiata dal CCC di Bologna, vede la presenza dell’impresa Soveco, che rientra nell’inchiesta che ha portato alle dimissioni dell’ex vicesindaco Giacino.

Bertucco (P.D.): “Che relazione c’è tra le indagini della magistratura e il continuo rinvio di opere pubbliche ritenute urgentissime, come il filobus e la riconversione dell’ex Gasometro? Che relazione c’è tra il blocco delle opere e la presenza della Soveco nella compagine societaria deputata alla realizzazione del filobus? Le opere sono ferme. Il Comune dica se è per le inchieste in corso. Soveco non ha ancora il certificato antimafia della Prefettura per l’appalto del filobus”.

Gennaio 2014. Gara d’appalto dell’ex Gasometro. La Pm Valeria Ardito aveva chiesto la custodia ai domiciliari e, in subordine, la sospensione dal pubblico ufficio per uno dei dirigenti principali per i lavori pubblici del Comune. Punto in questione (rilevante per capire il confine tra lecito e illecito negli atti comunali) è la gara per i lavori all’ex Gasometro (importo: 14,8 milioni), aggiudicata a un’ATI guidata da AMT, di proprietà del Comune. In questo modo, secondo l’accusa, si intendeva favorire un partecipante alla gara, incorrendo così in turbativa della gara d’appalto.

Il gip Isabella Cesari ritiene non sufficienti gli elementi per provarlo; perciò rigetta la richiesta e conclude che, pur riconoscendo che a carico dell’indagato emergono indizi di reità, in base alle argomentazioni della difesa, questi indizi non vengono ritenuti incontrovertibili. Il giudice quindi non è in grado di valutare la gravità e la sussistenza del quadro indiziario emergente. Insomma non ci sono prove stringenti a carico dell’indagato.

Per evitare che la presenza di AMT determinasse l’esito della gara, si può prevedere un unico appalto per la progettazione e la costruzione del parcheggio e, solo a opera ultimata, l’affidamento diretto della gestione della sosta al soggetto istituzionalmente titolato: AMT. Non esiste comunque alcun divieto che impedisca a una società interamente posseduta dal Comune di partecipare e vincere una gara promossa dal Comune stesso.

A fine gennaio 2014, in commissione consiliare sul parcheggio all’ex Gasometro, il consigliere comunale Vittorio Di Dio (Lista Tosi) invita a vigilare su AMT: “Non vorrei che qualche consulenza strana o qualche persona poco chiara possa intrufolarsi, con il rischio di far saltare tutto”. Intervento che inquieta.

 

 

 

Lascia un commento

Archiviato in AMT, Aziende partecipate, Il trasporto pubblico, Indagini giudiziarie, Vicende giudiziarie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...