Partito Democratico: attacco frontale al sindaco Tosi

 

“Diffidiamo di quanti vorrebbero far passare la vicenda Giacino come affare circoscritto a lui e signora. A Verona non impera un sistema Giacino, come si cerca di far credere, ma un sistema Tosi. Le eventuali responsabilità penali di Giacino sono personali; ma il Sindaco non può fingere di ignorare che da questa e da altre vicende giudiziarie emergono ombre di gravissima responsabilità che investono l’Amministrazione. Il Sindaco ha scelto la squadra. Lui deve spiegare alla città perché quanto successo abbia potuto avvenire sotto i suoi occhi senza che se ne accorgesse. Non può continuare a far finta di non sapere quello che il suo vice faceva. Il futuro di Verona e quello di Tosi sono legati e lui non è più credibile. Il sistema che ha creato è segnato dalle peggiori nefandezze: tangenti, AGEC, parentopoli.

L’urbanistica è talmente complessa che è impensabile che un uomo solo, per quanto potente, possa manovrare tutto a suo piacimento. Ogni provvedimento riceve infiniti pareri di conformità dai tecnici e viene vagliato più volte sotto il profilo degli indirizzi politici. Da molto tempo abbiamo ingaggiato battaglia sulle scelte urbanistiche di Giacino.

Abbiamo presentato tre esposti in Procura chiedendo che si accerti l’eventuale sussistenza di reati in merito al sistema di rilascio dei permessi urbanistici (P.I. e aree Peep), anche in merito a sospetti di contatti con ambienti malavitosi. Abbiamo chiesto una commissione di inchiesta per verificare l’iter dei provvedimenti coinvolti nelle indagini. Il Sindaco ha sempre liquidato ogni questione con battute. Ora non può più fare finta di nulla. Deve prendere atto che, se rimane al suo posto, Verona subirà sconfitte e tracolli. Tosi si decida ad aprire la crisi. Pensare che i veronesi siano governati per altri tre anni da uomini rinchiusi nel loro fortino a strenua difesa di questo sistema di potere fa accapponare la pelle.

La giunta Tosi è irrimediabilmente intaccata dal virus dell’inefficienza e dei sospetti. Non si cura il male con un rimpasto. Più la Giunta resisterà in carica più la città sarà costretta a subire un danno in termini di immagine ed economico, se non altro perché questo presunto sistema corrotto impedirà a molte aziende sane di poter lavorare a Verona. La maggioranza è in fuga davanti alla città e alle proprie responsabilità; sbaglia: non fa che prolungare l’agonia.

Se davvero Giacino adottava un tariffario delle tangenti, si spiega perché i quartieri di Verona non hanno mai visto un centesimo dei milioni promessi col P.I. con lo sbandierato contributo dei privati.

Risultati concreti? Nulla. Le opere pubbliche sono al palo da anni. Qualsiasi cosa faccia da oggi in poi, i leader veronesi non gli credono più e i cittadini non hanno più fiducia.

– Deputato D’Arienzo. “I fatti sono di inaudita gravità. Nessuno può continuare a far finta di niente. Se questo è accaduto è perché c’è a Verona un sistema di potere che ha consentito che ciò avvenisse. Se le accuse a Giacino sono vere, crolla il palco di un sistema studiato non a favore della città e dei cittadini, bensì del futuro di qualcuno. Dal punto di vista politico, non possiamo attendere la conclusione dei tre gradi di giudizio: la città non se lo può permettere”.

 

 

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