Alessandra Lodi e il Comune di Lazise

 

Il “sistema Giacino” arriva al lago: lui chiedeva ai suoi interlocutori di “far fare pratica alla moglie, che aveva bisogno di lavorare”. Dal marzo 2010 al maggio 2013 la Lodi, spuntata all’improvviso, è legale di fiducia del Comune di Lazise, con l’allora sindaco Renzo Franceschini, vicino alla lista Tosi. La Lodi non aveva uno studio legale proprio; si appoggiava a colleghi che, per suo conto, si occupavano della pratica. Ha intascato 68.000 euro. Per la Procura si tratta di mazzette per ottenere i favori del consorte.

L’attuale sindaco Luca Sebastiano ha tagliato i ponti con la Lodi. “Il nostro Comune le ha affidato 27 incarichi in ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato. E’ da valutare se la Lodi, con poca esperienza in diritto amministrativo, avesse le caratteristiche professionali per rappresentare al meglio il Comune. E’ obbligo morale affidare la difesa del bene comune a chi è in grado di farlo bene. Viene il dubbio che la Lodi sia diventata l’avvocato del nostro Comune per un rapporto preferenziale: l’allora sindaco ne avrebbe guadagnato in termini di immagine, di benevolenza e di tornaconto elettorale, tirando dalla sua i voti della squadra Giacino-Tosi: non è corretto né morale”.

L’ex sindaco Renzo Franceschini nega pressioni in favore della Lodi: “Io e la mia Giunta ci siamo rivolti a diversi professionisti. La Lodi era uno di questi. Abbiamo vinto quasi tutti i ricorsi. Portava i risultati: è questo che interessa. Se il Comune ha vinto i processi, significa che la scelta del professionista era giusta; che la Lodi era competente, al di là della giovane età e della poca esperienza. Che si domiciliasse da colleghi non interessa. Che era moglie di Giacino l’ho saputo dopo”.

Aggiornamento. In un’assemblea pubblica organizzata a Lazise, il giornalista di “L’Espresso” Biondani ha parlato dei rapporti che legavano Giacino al territorio di Lazise. Nel 2011 emergono gli agganci di Giacino col Comune di Lazise dove si prevedono speculazioni edilizie per mezzo milione di mc di cemento. Nel Piano degli Interventi ci sono accordi tra Comune e due privati del territorio, entrambi legati a vario titolo a Giacino, Lodi e Leardini.

Primo. Zona: Colà. Stranezza: il proprietario e Leardini avrebbero versato soldi per presunte consulenze: 150.000 euro a Giacino da parte del venditore del terreno e 65.000 euro alla Lodi da parte di Leardini.

Secondo: la realizzazione del maxi porto sulla passeggiata verso Cisano, con servizi e la possibilità di realizzare volumetrie residenziali. Giacino avrebbe spinto Leardini a fingersi interessato all’acquisto di una parte del porto, grazie all’intermediazione (si legge nell’ordinanza) “del suo amico Diego Cacciatori”, che era anche il tramite tra l’imprenditore e Giacino dopo che, nell’ottobre 2013, scattarono le prime perquisizioni.

Il giornalista Biondani si sofferma sulla figura di questo intermediario: “Cacciatori era il presidente della Commissione edilizia del Comune, cioè colui che doveva tutelare lo sviluppo urbanistico”.

Chicca finale: la Lodi diventa avvocato del Comune e avvocato di fiducia di Cacciatori in una vicenda legata a un presunto abuso d’ufficio su un fabbricato residenziale in località Marra.

 

 

Lascia un commento

Archiviato in Caso Giacino, Cementificazione, Urbanistica, Vicende giudiziarie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...