Le indagini

 

Anno 2008. Giacino avrebbe preteso da Leardini 110.000 euro “quale retribuzione della sua mediazione per un contratto di compravendita di un terreno a Porto San Pancrazio”, comprato da Leardini per 1.200.000 euro.

– A San Michele – via Confortini – sono previsti sei lotti per l’edilizia economica e popolare (Peep): sei palazzine di 4 piani: 120 appartamenti. Il terreno edificabile è stato espropriato a Leardini che, per di più, non ha ricevuto i soldi che attendeva. Di queste aree Giacino e Leardini hanno parlato in seguito ad un bando di edilizia popolare. Giacino promise a Leardini di interessarsi della questione. Per questo interessamento (approvazione della variante relativa all’area Peep di San Michele) Giacino avrebbe preteso 300.000 euro, in contanti, in più soluzioni da 40-50.000 euro ciascuna.

Giacino studia un sistema per nascondere al fisco e rendere leciti i suoi abbondanti introiti di denaro. Meglio evitare versamenti in contanti. Leradini accetta di dare i soldi pattuiti alla moglie di Giacino come compenso per attività di consulenza a lei affidate, in realtà mai espletate, emettendo regolare fattura: sono 7 consulenze, tra il 2010 e il 2013, per complessivi 170.000 euro, in cambio di favori nelle pratiche amministrative. In totale Leardini ha consegnato ai Giacino più di 600.000 euro: in contanti e attraverso le consulenze mascherate.

– L’incremento del reddito della coppia Giacino-Lodi e il loro alto tenore di vita raggiunto in pochi anni attraggono l’attenzione degli investigatori.

Anno 2011. Le spese aumentano. Occorrono più soldi. Giacino, “a fronte del suo interessamento per rendere edificabili parecchi terreni di proprietà di Leardini”, si fa promettere da lui 1.270.000 euro, in base a un “listino prezzi” che prevedeva 40 euro al mc per le aree di Quinzano; 30 per quelle a Montorio; 20 per Porto San Pancrazio; 10 per Santa Lucia-Fenilon. Come anticipo Leardini versò 100.000 euro in contanti.

In sintesi i coniugi Giacino sono accusati di corruzione e concussione per induzione per aver preteso e incassato più di 600.000 euro tra il 2008 e il 2013 e per essersi fatti promettere da Leardini 1.270.000 euro per rendere edificabili i suoi terreni: denari versati anche per garantirsi il favore di Giacino, ma soprattutto per evitare che intralciasse la sua attività imprenditoriale e rallentasse l’approvazione di progetti. Leardini racconta di quando tardò a versare 50.000 euro, ultima rata della tangente di 300.000. Il 5-8-10 gli comunicarono il rigetto di una variante al Pep di San Michele, necessaria per trasformare in residenziale un’area commerciale. Tale rigetto aveva imbarazzato i funzionari del Comune che avevano firmato la lettera di diniego perché, fino a pochi giorni prima, avevano rassicurato l’imprenditore circa l’accoglimento della variante. Quella richiesta ricevette il placet oltre un anno dopo, nel 2011. Leardini ha percepito il fatto come atto intimidatorio.

Maggio 2013 – ufficio di Leardini: dopo essersi assicurata che non ci fossero cellulari, la Lodi informò l’imprenditore della lettera anonima. Meglio sospendere ogni contatto. Anche il flusso di denaro si interrompe.

Passa qualche giorno. Dopo un incontro ufficiale in comune, Giacino e Leardini si incontrano, senza mai parlare. Giacino scrive su un foglio alcune domande sul contenuto della lettera anonima. Chiede a Leardini, per iscritto, se si era rivolto al suo legale. Sollecita a sostenere che le fatture pagate alla Lodi erano riferite a effettivi incarichi da lei svolti.

Dicembre 2013. Un dispiacere per Leardini: la Giunta comunale rigetta la sua richiesta di modificare un piano di lottizzazione a Quinzano. L’imprenditore chiedeva il passaggio da palazzi a tre piani fuori terra, più sottotetto, a palazzi di 5 piani fuori terra, configurazione totalmente diversa da quella descritta dal piano originario.

 

 

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