Un dossier su “’ndrangheta, corruzione e cemento”

Fine novembre. L’Osservatorio “Ambiente e legalità” di Venezia e “Legambiente Veneto” pubblicano un dossier sui rapporti tra ‘ndrangheta, corruzione e cemento in Veneto. Ne risulta un quadro preoccupante su come cambia l’operatività delle mafie nella nostra regione:

– un’azione silente per il riciclo di capitali in attività economiche e finanziarie;

– un servizio alle imprese venete (operazioni finanziarie, bancarotte fraudolente, truffe, evasione fiscale, smaltimento di rifiuti), spesso con l’aiuto di una rete di professionisti locali;

– un inserimento stabile e continuativo in settori del mondo politico e imprenditoriale, capace di attivare contatti e complicità.

“A Verona le notizie che emergono sui protagonisti della criminalità ‘ndranghetista e sulla sua capacità di interloquire con l’Amministrazione pubblica sono inedite, ma non stupiscono”. Malgrado le rassicurazioni dell’Amministrazione comunale, ad oggi la Soveco spa non ha ottenuto la certificazione anti mafia in vista della costruzione del filobus scaligero.

Gianni Bellomi, presidente dell’Osservatorio, è convinto che quanto emerge a Verona “cambierà in modo radicale il modo di vedere le influenze della criminalità organizzata nella nostra regione”. L’attenzione è concentrata su Soveco. Una ditta della rilevanza di Soveco non può operare, soprattutto nell’edilizia e nelle opere pubbliche, senza una rete solida di alleanze. Pensiamo a tutti i professionisti a cui una società come questa deve ricorrere. Si dovranno verificare le alleanze politiche e imprenditoriali che la società ha intrecciato per riuscire ad arrivare a quel livello”.

Luca Tirapelle: “Le recenti notizie sono al vaglio di un comitato tecnico che redigerà un esposto dettagliato da inviare all’autorità giudiziaria”.

Legambiente: “I protocolli, una volta firmati, devono diventare operativi. Bisogna individuare e cambiare le politiche che costruiscono il contesto favorevole per l’insediamento delle mafie. Si devono studiare regole nuove per evitare infiltrazioni. Siamo di fronte a politiche criminogene davanti alle quali è inutile invocare magistratura e polizia. E’ ora di mettere in campo “l’anti mafia del giorno prima”, non strillare, a volte ipocritamente, quando le cose sono acclarate”.

Luigi Lazzaro: “Nella conduzione di opere pubbliche, bisogna chiudere con la stagione dell’emergenza e delle procedure straordinarie; predisporre strumenti sensati di programmazione per cave, energia rifiuti speciali, … ; decretare una moratoria per tutte le opere in project financing che hanno mostrato, per la collettività, solo il lato peggiore”.

Il dossier dell’Osservatorio riprende l’ultimo rapporto Ecomafia che afferma che “tra le province, quella di Verona si segnala per una forte presenza mafiosa, soprattutto di origine calabrese”. Bellomi: “A differenza della Camorra, la ‘Ndrangheta propende a radicarsi e interloquire con i pubblici poteri. Su questo fronte registriamo il silenzio delle organizzazioni imprenditoriali”.

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