Indagini, verifiche, interrogativi e schermaglie continuano

I parlamentari scaligeri interessano della questione la Commissione parlamentare anti mafia.

Il capogruppo Bertucco: “Come può essere tranquillo il sindaco Tosi quando non arrivano i certificati anti mafia di Soveco, dopo due anni dalla richiesta? Non sente l’esigenza di chiedere lumi alla Prefettura, visto che Soveco è impegnata su molti fronti, tra cui il Traforo? Più minimizza più si accumulano elementi che giustificano allarme e preoccupazione. Eppure Tosi afferma con sicurezza che negli appalti comunali non ci sono motivi di preoccupazione e accusa di ignoranza i deputati PD che, volendo vederci chiaro, hanno presentato l’interrogazione al Governo. E’ tempo di capire dove sta l’ignoranza. Il Sindaco è a conoscenza che sul filobus, unica delle opere cantierabili approvata dalla sua Amministrazione, la Prefettura non ha ancora dato il via libera per Soveco e che l’iter procede solo in virtù del principio del silenzio-assenso? Quali sono gli elementi, di cui solo lui è a conoscenza, che motivano sicumera e sfrontatezza da parte sua? Ogni giorno che passa dimostra che le nostre preoccupazioni sono fondate e che l’Amministrazione non ha nessuna voglia di chiarire e fare trasparenza. Attorno agli appalti di Soveco si alza una inquietante cortina di bugie e omertà. Contro l’inerzia del Sindaco il PD usa gli strumenti che lo Statuto comunale mette a disposizione. Chiede la convocazione di due commissioni: una per fare il punto sul filobus e verificare la regolarità della documentazione presentata; l’altra per verificare tutti gli appalti in cui è coinvolta Soveco. E’ bene che il Comune approfondisca il ruolo di questa azienda anche in vista di eventuali azioni di autotutela”.

Risposta di Tosi: “Su Soveco nessuna bugia né omertà. Il Comune ha agito nella massima trasparenza. Al PD diamo un consiglio: rivolgetevi alla Ccc (Consorzio Cooperative Costruzioni) di Bologna: una delle più solide e serie imprese di costruzioni italiane, parte del mondo cooperativo notoriamente vicino al PD. Non è stato il Comune ad accogliere Soveco nel raggruppamento di imprese per il filobus; è stata la Ccc, della cui serietà nessuno ha motivi per dubitare. Chiediamo dunque alla importante cooperativa emiliana il motivo per cui, come capo gruppo mandataria dell’ATI per la realizzazione del filobus, ha ritenuto di associare nell’appalto Soveco per il 16,907%. Nel contratto sottoscritto tra AMT e Ccc è scritto che, qualora a una delle imprese partecipanti a ATI fosse negato il certificato anti mafia, la Ccc, come capo gruppo mandataria, dovrà estrometterla e sostituirla con un’altra. A ogni istituzione competono determinati controlli; quelli che riguardano gli uffici comunali sono stati effettuati. Ulteriori attività di verifica da parte nostra sarebbero un abuso”.     Il Comune perciò, secondo il Sindaco, non c’entra. Ma è proprio così?

La replica di Bertucco: “Forse il Sindaco non si è accorto che è caduto il muro di Berlino. A me non interessa se le cooperative sono rosse, verdi o bianche. Voglio capire perché, a distanza di quasi due anni dalla firma del contratto del filobus, il certificato anti mafia è arrivato a tutte le imprese eccetto Soveco. Fossi il Sindaco sarei preoccupato di avere una ditta con questa spada di Damocle, che poi non è impegnata solo sul filobus, ma anche sul traforo e in passato su ponte San Francesco”.

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