La perquisizione in casa Giacino, nello studio legale, in comune

28 ottobre 2013. La Polizia perquisisce la casa e lo studio legale dei coniugi Giacino e l’ufficio del vicesindaco in Comune; preleva documenti, agende con appuntamenti, tabulati telefonici, supporti informatici, fatture, 15 faldoni di consulenze, in riferimento a opere con il via libera dall’assessore. Preleva anche ogni documentazione relativa all’immobile e tutto ciò che può aiutare a ricostruire i rapporti tra alcune imprese di costruzioni e il Comune.

Acquisto e sistemazione della casa sarebbero costati 1,7 milioni. Chi l’ha visto parla di un attico da sogno, ipertecnologico, dotato di ogni confort.

In Procura sfilano imprenditori e professionisti, tra cui Andrea Marani, ex presidente provinciale dei costruttori edili, interrogato come persona informata sui fatti. Nelle mani degli inquirenti stanno le dichiarazioni del patron di Soveco.

Gli accertamenti degli inquirenti sono all’inizio. Inquieta però il ritratto di Giacino e della moglie che emerge dalle inchieste. Ipotesi di reato:

corruzione. Giacino pretendeva consulenze, da far svolgere dalla moglie avvocato, per non far impantanare le pratiche edilizie e urbanistiche in Comune.

nuova concussione. La legge 190 del 2012 punisce “il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità”.

Giacino è indagato anche per aver ottenuto favori per ristrutturare il suo appartamento.

Giacino si difende : Il Piano degli Interventi è passato al vaglio di uffici e organi competenti: Giunta, Circoscrizioni e Consiglio. Poi è partito con un bando pubblico.

-“I lavori a casa mia sono stati approvati nel 2010 dal Settore Edilizia, di cui non ero assessore: una pratica come altre”. Non risponde a chi gli chiede se “a posteriori non pensa sia stato inopportuno affidarsi a una impresa che ha partecipato a diversi appalti pubblici a Verona”.

Il Sindaco, il 6 novembre 2013, rinnova la fiducia a Giacino. Per Flavio Tosi la vicenda è la più dolorosa perché colpisce il suo più stretto collaboratore. “Ho visto Vito molto sereno; ho grande fiducia in lui. E’ singolare la coincidenza che ha visto esplodere tre bufere giudiziarie (parentopoli, AGEC, Giacino) proprio nel momento in cui ho annunciato la mia discesa in campo per la leadership del Centro Destra. Ne prendo atto”.

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