Archivi del giorno: 28 febbraio 2014

Un caso particolare e indicativo coinvolge AGEC: chi gestirà l’ex Arsenale ?

Dopo il terremoto in AGEC, la vicenda Arsenale torna di attualità.

Il P.D. si augura l’intervento della magistratura e chiede chiarezza al Sindaco sul ricorso a una cordata privata per riqualificare l’ex complesso militare, con bar, ristoranti e aree commerciali, investendo 36 milioni (più i 12 del Comune) in cambio della concessione per 99 anni.

Nei mesi scorsi, su incarico del Comune, AGEC ha esaminato la proposta e l’ha giudicata positivamente, mentre il settore Estimo del Comune ha parlato di “inaccettabile sottovalutazione del valore degli immobili”. Non è l’unico caso di pareri diversi tra AGEC e uffici comunali. Clamoroso, perché finito al centro dell’inchiesta della magistratura, è il bando per la lottizzazione di Fondo Frugose. Gli uffici comunali avevano opposto parere negativo alla rinuncia del previsto impianto di riscaldamento geotermico, ma ha vinto Tartaglia e il piano urbanistico è stato modificato secondo il volere del costruttore Klapfer. Il parallelo tra la vicenda Fondo Frugose e l’Arsenale finiscono qui. Per quanto riguarda l’Arsenale, il Comune, per dirimere la questione, ha chiamato un “arbitro” esterno, che ha sposato la valutazione di AGEC, promuovendo il piano dei privati, in particolare il rapporto tra investimenti e ricavi. Il parere negativo del dirigente comunale era fondato sulla valutazione contabile dell’alienazione del diritto di superficie dell’Arsenale.

Ma il PD non si fida, anche perché il dirigente del Patrimonio che ha firmato il parere, l’architetto Stefano Tarasco, è stato spostato al settore Tributi.

La Paglia (P.D.): “Nel project financing dell’Arsenale l’interesse privato prevale su quello pubblico. Chiediamo di riprendere in mano il progetto”.

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Quale futuro per i dipendenti AGEC arrestati?

Gennaio 2014. Tartaglia, Campedelli, Tagliaferro e Klapfer affronteranno il processo. Bianchi, Cona, Confente, Dusi e Fasoli hanno chiesto il patteggiamento e hanno concordato pene (sospese) tra un anno e sei mesi a un anno e undici mesi.

In un primo momento la dirigenza AGEC non ha garantito agli imputati il rientro sul posto di lavoro. Il presidente Galli Righi: “Valuteremo caso per caso. Non possiamo garantire a nessuno il mantenimento del lavoro. In ogni caso i dipendenti accusati non avranno il ruolo di prima. Abbiamo il dovere di far funzionare AGEC nel migliore dei modi”. Successivamente il Pm Gennaro Ottaviano acconsente al patteggiamento dei cinque e la dirigenza decide il loro ritorno in AGEC, dal 10 febbraio 2014, ma senza i ruoli di responsabilità che ricoprivano prima e, quindi, con uno stipendio molto inferiore e senza autonomia organizzativa e finanziaria.

Maria Cristina Motta, dg: “La nostra è stata una scelta ponderata. Se AGEC non li avesse reintegrati, Continua a leggere

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