Archivi del giorno: 27 febbraio 2014

In AGEC si cambia. O no?

La direttrice generale pro tempore Maria Cristina Motta promette trasparenza, nuove regole per gli appalti, nuove procedure, rotazione del personale.

Prima emergenza: le procedure per gli appalti. Da gennaio a gestire le gare d’appalto sarà un ufficio autonomo. Un bando pubblico permetterà di assumere, per due anni, un dirigente specializzato. “Semplifichiamo e rendiamo più autonome le aree. Spostiamo e ruotiamo il personale, per acquisire nuove conoscenze e aiutare trasparenza ed efficienza. Aggiorniamo i regolamenti esistenti; miglioriamo le regole per le commissioni di gara e aumentiamo i membri esterni. Il servizio mense e ristorazione, ora svolto per metà da AGEC e per metà da ditte esterne, potrà essere affidato ad aziende esterne.

Dobbiamo trovare la formula più conveniente nel rapporto tra costi, qualità e gestione. In tema di appalti e forniture, l’albo delle ditte fiduciarie deve essere revisionato e ampliato, rispettando criteri, requisiti e il principio della rotazione”. Continua a leggere

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Quale futuro per i dipendenti AGEC arrestati?

Gennaio 2014. Tartaglia, Campedelli, Tagliaferro e Klapfer affronteranno il processo.  Bianchi, Cona, Confente, Dusi e Fasoli hanno chiesto il patteggiamento e hanno concordato pene (sospese) tra un anno e sei mesi a un anno e undici mesi.

In un primo momento la dirigenza AGEC non ha garantito agli imputati il rientro sul posto di lavoro. Il presidente Galli Righi: “Valuteremo caso per caso. Non possiamo garantire a nessuno il mantenimento del lavoro. In ogni caso i dipendenti accusati non avranno il ruolo di prima. Abbiamo il dovere di far funzionare AGEC nel migliore dei modi”. Successivamente il Pm Gennaro Ottaviano acconsente al patteggiamento dei cinque e la dirigenza decide il loro ritorno in AGEC, dal 10 febbraio 2014, ma senza i ruoli di responsabilità che ricoprivano prima e, quindi, con uno stipendio molto inferiore e senza autonomia organizzativa e finanziaria.

Maria Cristina Motta, dg: “La nostra è stata una scelta ponderata. Se AGEC non li avesse reintegrati, si sarebbe esposta a ricorsi, con la matematica certezza di perdere”. Infatti il patteggiamento è insufficiente per aprire un procedimento disciplinare finalizzato all’espulsione del dipendente.

Massimo Galli Righi, presidente: “E’ sbagliato dire che con la loro condotta Continua a leggere

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