Prima indagine e ipotesi di reato a carico di AGEC

Alloggi residenziali a Fondo Frugose (San Michele).

L’Amministrazione Zanotto, per far cassa, ha venduto, a San Michele, un lotto di 40.000 mq, parte del lascito Forti. Per limitare l’impatto, si concentra l’edificazione sul 70% dell’area. Il restante 30% è a verde pubblico. Si decise di premiare pratiche di costruzione ecologiche. AGEC fu incaricata di redigere il bando, che prevedeva un impianto geotermico, per risparmiare energia. Il punteggio prevedeva un 60% per l’offerta economica e un 40% per l’aspetto tecnologico.

La ditta Covesper si aggiudicò l’opera (220 appartamenti) per 16,6 milioni. La convenzione fu firmata nell’ottobre 2007 dalla nuova Amministrazione Tosi. Ma i cantieri non sono partiti.

Nel novembre 2008, si fece avanti l’imprenditore Klapfer, con la sua ditta “Seeste Bau spa”. Chiese però una variante al piano per gli impianti geotermici, dichiarando l’impossibilità di realizzarli. Si sono opposti a questa richiesta Comune, AGSM, Circoscrizione VII^ e Collegio dei revisori dei conti, perché gli impianti geotermici erano parte integrante del punteggio per l’assegnazione dell’area. Tartaglia, che era anche il presidente della commissione aggiudicatrice, “con atti contrari ai doveri di ufficio”, fece accettare la modifica del bando. Si realizzò così un impianto a gas. Con questo cambio delle regole in corsa, la ditta altoatesina risparmiò 1.500.000 euro rispetto alle condizioni originarie. I lavori iniziano nel 2009. Volume d’affari: 70 milioni.

La sostituzione dell’impianto geotermico con un impianto a gas, con conseguente risparmio economico, solleva le perplessità della Guardia di Finanza, che si chiede perché Tartaglia ha fatto tante pressioni per vincere le resistenze del Comune. La Procura addebita a Tartaglia il non aver annullato la gara e ipotizza illeciti: dietro questi “atti di forza” che andavano oltre le sue competenze e il suo ruolo, si celava l’intento di favorire l’impresa di Klapfer. La Procura nota che, nella seconda metà del 2011, Tartaglia acquista e intesta alla figlia un appartamento, a Bressanone, di proprietà della ditta “Seeste Bau spa”, di Klapfer, al prezzo di 308.000 euro, quando il valore di mercato si aggirava tra i 459.000 e i 566.000 euro. Uno sconto di circa 83.000 euro. Secondo il gip “il dato non è smentibile perché fondato sull’analisi dei prezzi normalmente praticati”.

Ecco l’ipotesi di accusa: Klapfer, per ottenere l’appoggio per l’appalto di Fondo Frugose e il cambio del bando, ha concesso questo sconto: gli 83.000 euro rappresenterebbero la tangente pagata per aver vinto la gara: è la prova della corruzione.

Per questa ragione (e per altre che vedremo) Tartaglia è finito in carcere. Per il gip poi, il corruttore Klapfer ha ancora amicizie in AGEC: “Alla luce dei rapporti in atto, emergerebbe la disponibilità del direttore a fornire notizie riservate”, per la Procura dietro compenso. Emergerebbe anche che Klapfer gode di più canali di conoscenza all’interno della pubblica amministrazione.

La difesa di Klapfer nega accordi illeciti con Tartaglia:

– “L’impianto geotermico non si poteva realizzare per legge: per questo è nata l’istanza di variante della “Seeste Bau”, accolta da AGEC. Con l’abbandono dell’impianto geotermico non abbiamo risparmiato 1.500.000 euro. La spesa per realizzare cappotti termici e il riscaldamento a pavimento è stata la stessa”. Klapfer rileva che con Covesper non c’entrava niente: ha acquistato l’area da imprenditori veronesi nel 2008, dopo la conclusione della gara.

– Nega di aver svenduto l’appartamento di Bressanone, evidenziando che metà dell’immobile è usufruibile solo come sgabuzzino: “Lo sconto è stato di 12.000 euro: del tutto normale”.

Tartaglia respinge l’accusa di essersi lasciato corrompere da Klapfer :

– a Fondo Frugose il parere di AGEC era solo facoltativo. Toccava al Comune decidere. “Nessun risparmio per Klapfer”.

– per l’appartamento acquistato a Bressanone, “è tutto alla luce del sole, con tanto di rogito. Il costo non ha subito riduzioni, visto che circa 90 mq dell’immobile non sono abitabili. Bisogna poi tener conto del triste momento del mercato immobiliare”.

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Archiviato in AGEC, Aziende partecipate, Eredità Tosi, Settima Circosrizione

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