Non saranno sospesi. Si aspetta il processo

Ottobre 2013. Il giudice Taramelli risponde “No” alla Procura di Verona.

Respinge le 9 richieste di sospensione dagli incarichi nelle aziende partecipate e lascia al loro posto tutti gli indagati (che restano indagati, in attesa di giudizio).

Nota Bene: i loro nomi e incarichi sono stati pubblicati ripetutamente sulla stampa locale: L’Arena di Verona e Il Corriere di Verona:

– Germano Zanella, presidente AMT;

– Giampietro Cigolini, direttore AGSM;

– Stefano Zaninelli, direttore ATV, già sospeso per due mesi nell’ambito di altra inchiesta;

– Carla Sarzi, consigliere AMT;

– Francesco Barini, consigliere AMT;

– Maurizio Alfeo, direttore di Serit;

– Alfonsino Ercole, direttore AMIA;

– Ennio Cozzolotto, direttore Transeco;

– Carlo Alberto Voi, direttore AMT.

Per il gip è pacifico che i dirigenti hanno assunto persone senza seguire criteri di selezione. Ritiene però che i reati non siano ripetibili e che non sussista il rischio di reiterazione. Alcuni addebiti poi si riferiscono a episodi lontani nel tempo.  Sollievo in Comune: i 9 dirigenti delle aziende comunali restano al loro posto. Sono scongiurati rallentamenti nell’attività.

L’indagine di Schinaia non si ferma: “Le richieste non sono state accolte. Però l’impianto accusatorio (“non sono stati rispettati i criteri stabiliti dalla norma”) non viene messo in dubbio dall’ordinanza del gip, che sottolinea che i 9 non si sono uniformati alle regole di prudenza suggerite in caso di mancanza di norme. In ogni caso, l’art. 97 della Costituzione impone l’accesso a pubblici uffici attraverso concorso. Non ho la minima intenzione di demordere”.

In vista del ricorso al Tribunale del Riesame di Venezia contro la decisione del gip, Schinaia porta tre motivazioni:

– lo stesso gip sottolinea che “gli indagati hanno provveduto al reclutamento di personale in assenza di criteri di selezione comparativa, pubblicità, trasparenza e imparzialità”;

– la legge impone alle società a capitale interamente pubblico o che gestiscono servizi pubblici di dotarsi di un regolamento sulla base del decreto legge 112/2008 allo scopo di stabilire le regole per le assunzioni in tali enti. Non l’hanno fatto. Comunque prima del decreto in questione ci sono le norme ispirate all’art. 97 della Costituzione che, in vista dell’accesso a pubblici uffici, impone i concorsi;

– il gip ritiene che, essendo le assunzioni sospette lontane nel tempo, non ci sia il pericolo di recidiva. Non è così. Il rischio c’è finché quelle persone si trovano in posizione di comando.

In conclusione Schinaia chiede che i dirigenti siano sospesi: “La tesi della Procura sono state sottolineate anche dal giudice: le irregolarità ci sono”.

Novembre 2013. Il Tribunale del Riesame di Venezia rigetta il ricorso presentato da Schinaia: i 9 amministratori e dirigenti delle aziende partecipate, accusati di abuso d’ufficio e tuttora sotto inchiesta, restano al loro posto, in posizioni di vertice. Il magistrato conferma che non c’è il pericolo di recidiva, trattandosi di fatti risalenti a più di 5 anni prima.

I 9 indagati restano comunque sotto inchiesta per abuso d’ufficio.

Lascia un commento

Archiviato in AGSM, AMIA, AMT, ATV, Eredità Tosi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...