Parentopoli si allarga a molte aziende pubbliche: AMIA, AMT, ATV, AGSM, Serit, Transeco

Maggio 2011. Il gruppo regionale del Partito Democratico, in una interrogazione, chiede chiarimenti sulle assunzioni nelle aziende partecipate del Comune di Verona. Nota “anomali e inopportuni rapporti di amicizia e di parentela tra persone assunte ed esponenti politici della Lega Nord, ai vertici dell’Amministrazione veronese”.

Il Procuratore Mario Giulio Schinaia coordina due anni di indagini sulle modalità, ritenute pilotate, per convertire contratti a progetto in assunzioni a tempo indeterminato; acquisisce documenti; nomina consulenti per far luce sulla natura degli enti.

Le Fiamme Gialle visitano, in rapida successione, AMIA, AMT, ATV, AGSM, Serit, Transeco. L’indagine si basa sulla natura pubblica delle partecipate: “enti pubblici” nei quali ci sarebbero state “assunzioni di favore”, in assenza dei requisiti previsti dalla normativa e senza rispettare le regole che impongono alle aziende a capitale pubblico di “adottare sistemi che garantiscano massima pubblicità, imparzialità e trasparenza per il reclutamento del personale e per il conferimento di incarichi”.

Esempio. Il bando per un’assunzione fu pubblicato su un quotidiano, per un solo giorno, in periodo festivo. I difensori escludono l’abuso d’ufficio: l’aver pubblicato l’annuncio, seppure un solo giorno (8 aprile 2012 – Pasqua) ha soddisfatto i criteri della più amplia pubblicità: “Nei giorno festivi il quotidiano esce nel maggior numero di copie”.

Parentopoli? Sono 11 gli iscritti nel Registro degli Indagati per assunzioni sospette nelle aziende del Comune di Verona. Si ipotizza il reato di truffa.

Altre indagini sono in corso su assunzioni sospette in enti economici a forte partecipazione pubblica, come Aeroporto e Fiera.

Schinaia sollecita per 9 amministratori e dirigenti, per assunzioni irregolari, la “sospensione dall’incarico e dalle funzioni attualmente rivestire per il massimo previsto dalla legge: 2 mesi a testa”. Nei confronti di queste persone, afferma, “abbiamo raggiunto prove di responsabilità certe e univoche, sulla base di documenti esaminati in ogni minimo dettaglio”, che comproverebbero una condotta “contra legem, tradotta in assunzioni e assegnazioni di incarichi a persone ‘favorite’ in base non a criteri meritocratici, ma di parentela, conoscenza o bandiera politica”. Il reato contestato è “abuso d’ufficio” perché, in qualità di rappresentanti di una società pubblica, hanno avallato assunzioni di persone violando le norme che prevedono “sistemi che garantiscano la massima pubblicità e trasparenza per il reclutamento del personale e per il conferimento di incarichi in aziende pubbliche o che si occupano di servizi pubblici”. Il riferimento è il decreto 112/2008, mai adottato da AMIA; attuato invece da AGSM quando la legge indicò i criteri; tenuto in considerazione fin dall’inizio in ATV.

Le assunzioni sospette sono 4 in ATV; una in AMT; oltre una decina in AMIA.

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