Aziende pubbliche trasporti: Condanne a Vicenza. E a Verona?

Filone veronese. Per l’accusa, il Presidente e il Direttore generale di ATV (Soardi e Zaninelli) hanno ‘turbato’ il procedimento amministrativo “al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente (Nicolini)”. Ai due il Pm contesta la corruzione: ognuno ricevette un utile: lavori presso la propria abitazione e nel proprio ufficio, una colf gratis, l’incarico di consulente esterno.

Indagato anche il legale rappresentante della cooperativa “BBc service”, che ricevette in subappalto l’incarico vinto da Nicolini in ATV. Un commercialista e un consulente amministrativo avrebbero aiutato Nicolini a ‘celare’ le cospicue somme di denaro sottratte alle casse della cooperativa SIPP, denaro che veniva destinato in buona parte per acquistare regali per gli indagati”. Più di 600.000 euro, per l’accusa, furono destinati a fini estranei a quelli della cooperativa. I due professionisti contribuirono a nascondere le sottrazioni nel bilancio sotto la voce “spese varie”. La cooperativa divenne insolvente e fallì.

Sono contestati a Nicolini la raccolta, il recupero e lo smaltimento di rifiuti speciali e pericolosi senza autorizzazione. Il riferimento è alle 6 salme, destinate alla cremazione, tenute in un container (vilipendio di cadavere). Altre accuse: deposito incontrollato di rifiuti speciali e pericolosi (all’interno delle bare c’era zinco e vennero rinvenuti nel cortile fusti di olio esausto e accumulatori al piombo) e abbandono di rifiuti ospedalieri (in occasione del trasferimento di salme nel cimitero di Villafranca) e frode nel contratto di fornitura per quello di Grezzana. Nei lavori movimento terra utilizzò terreno misto a fanghi, resti ossei e cimiteriali anziché terreno vegetale.

Due dipendenti dei comuni di Brenzone e di Arcole sono indagati per rivelazione d’atti d’ufficio (fornirono a Nicolini i nominativi delle ditte che avevano presentato offerte prima della scadenza del termine). Il periodo è il dicembre 2011.

Indagato anche un assistente della Polstrada, che comunicò a un conoscente (e tramite questi a Nicolini) i dati attinenti ad alcune targhe di auto “interrogando la Motorizzazione per scopi esclusivamente personali”.

Con Diego Nicolini, i principali indagati sono l’ex presidente di ATV Gianluigi Soardi e il direttore generale Stefano Zaninelli, leghisti. Per la Procura, il direttore, che ha firmato la gara d’appalto di ATV, non poteva non sapere che essa presentava profili di dubbia legalità: “la maggior parte degli elementi per individuare l’offerta più vantaggiosa attengono non alla qualità ma a requisiti relativi alla capacità tecnica del prestatore, in violazione della normativa comunitaria”.

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