Archivi del giorno: 15 dicembre 2013

Il Piano degli Interventi due anni dopo.

Quanti cantieri aperti?      Con quali criteri?

Negli ultimi sei anni, il 35% delle imprese edili ha chiuso. Il P.I., approvato nel dicembre 2011, prevedeva 280 cantieri in città.

Ricordiamo che, nel 2011, le “manifestazioni di interesse” di privati per costruire secondo le regole del P.I., sono state 816. Il Comune ne ha ritenute idonee 600, delle quali metà è stata accolta; le altre sono state inserite nella ‘riserva’.

Giugno 2013. L’Amministrazione aggiorna i dati. Sono 107 gli interventi urbanistici approvati già alla firma davanti al notaio. 95 sono protocollati: di questi almeno la metà andrà a buon fine. Altri 49 progetti stanno per essere ratificati dalla Giunta comunale; poi arriveranno allo studio notarile. Si arriverebbe alla bella cifra di 212 cantieri. Saremmo ai due terzi del numero complessivo approvato. Si sarebbe perciò ai due terzi anche dei 140 milioni che il Comune attende per finanziare circa 400 opere pubbliche, tra cui il Palazzetto dello Sport a San Massimo, l’area verde sportiva di Parona, l’ampliamento della cantina della Valpantena, in cambio di un nuovo campo di calcio. Ritornano in ballo i circa 300 progetti di intervento a suo tempo non accolti, ma dichiarati ammissibili, nel caso che alcuni progetti approvati restino fermi.

Purtroppo l’entrata in vigore del P.I. ha coinciso con la crisi che ha limitato pesantemente i possibili effetti positivi sullo sviluppo della città.

I costruttori chiedono al Comune “uno sforzo senza precedenti per tempi certi e rapidità nelle decisioni”, per programmare gli investimenti. Si muovono sempre più come gestori della città: decidono quando, come e dove costruire e quanto investire.

Battuta: per i giovani veronesi meglio la laurea in commesso.

Giorgio Massignan aiuta a capire la mentalità che genera i Tosi e i Giacino: “Negli scorsi decenni i piani regolatori sono stati modificati per il 60% da interventi di privati, decisi a costruire o ad aumentare le volumetrie. Più il privato era forte, più otteneva quello che voleva. Questo sistema, che agiva sotto banco, con l’Amministrazione Tosi-Giacino si è istituzionalizzato: i privati intervengono nelle scelte urbanistiche del Comune attraverso “manifestazioni di interesse”: costruiscono come e dove decidono. Continua a leggere

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