Piano degli Interventi in V^ Circoscrizione (terzo articolo).

 Il dibattito.

Il Partito Democratico mette in mostra i danni del P.I. a Verona Sud “ esempio di una visione non organica nel costruire: si cuciono progetti scollegati:

– troppa edificabilità, non giustificata essendo cancellati Polo Finanziario, variante Gabrielli e città metropolitana. Uboldi: “Un’esagerazione: a Verona Sud 190.000 mq di nuovo commerciale”.

– troppe torri: una alle ex Officine Adige; due alle ex Cartiere e altre: preoccupa l’impatto visivo.

– troppe aree commerciali, per 135.000 mq. Ikea vuole il più grande centro commerciale d’Europa. Ci sarà mercato per un terzo centro commerciale, da 45.000 mq, in aggiunta a quelli di Basso Acquar e di San Giovanni Lupatoto?

– quali servizi nei 210.158 mq assegnati?

– Il verde sarà a disposizione dei cittadini o sarà nelle aree interne dell’abitativo (55.000 mq), del terziario (33.000 mq) e del commerciale (45.000 mq), inaccessibile quindi ai residenti e ai quartieri limitrofi? Ci saranno i corridoi verdi di ricucitura con i quartieri vicini?

– La zona sarà intasata dal traffico.

– A Cadidavid, zona popolatissima, si prevedono 1.500 nuovi abitanti, senza nuovi servizi (in seguito a questa critica si è deciso di riqualificare il teatro parrocchiale). E’ prioritario per la popolazione concentrare gli sforzi sulla variante alla Statale 12.

– E’ mancato il coinvolgimento della Circoscrizione.

Risponde l’assessore Giacino:Col P.I. si realizzano spazi verdi e aggregativi per giovani e anziani, impianti sportivi, nuova viabilità, completamenti di strade e nuove arterie, individuando quelli indispensabili nei quartieri.”

Sull’abbondanza di spazi commerciali interviene, come Confcomercio, Paolo Arena: “Concertare gli interventi: solo così la concentrazione di negozi e uffici in Verona Sud sarà una opportunità per operatori economici e città. Nuovi progetti, piani di Ikea e altri centri commerciali: cattedrali nel deserto? Difendiamo chi lavora nei negozi: se si continua ad aprire centri e i consumi sono stabili o

in caduta, l’offerta sarà eccessiva, con ricadute negative su tutti. Senza una strategia si rischia di danneggiare le realtà operanti. Lo stesso vale per gli alberghi: se l’occupazione media è del 48%, a cosa serve costruirne ancora?”.

Ritorna sul tema Giancarlo Franchini, presidente Comitato unitario delle professioni (CUP): “Guardando all’oggi la concentrazione di uffici a Verona Sud può essere eccessiva; se consideriamo l’area come opportunità per far giungere nella nostra città società, studi professionali e altre realtà anche da fuori Verona, l’offerta di nuovi spazi per il terziario potrebbe non bastare. Verona deve esprimere le sue potenzialità. Poteva diventare come Milano. Ci sono ampi margini di crescita”.

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Archiviato in Eredità Tosi, Piano degli Interventi 2011, Quinta Circosrizione, Traforo Torricelle, Urbanistica

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