I fallimenti dell’Amministrazione Tosi: Il lavoro per i giovani e per chi non l’ha.

Secondo gravissimo fallimento del sindaco Tosi: non ha saputo affrontare l’emergenza del nostro tempo: l’imprenditoria e il lavoro di chi ne è privo, a partire dai giovani. Una sola volta il tema è stato all’ordine del giorno in Consiglio comunale: alcuni anni fa, in occasione di incontri, in tutta la Provincia, con sindaci e consigli comunali, voluti dall’allora presidente della Provincia Elio Mosele e dal Vescovo Giuseppe Zenti. Quando sono arrivati in città il Sindaco li ha salutati ed elogiati. Poi si è scusato ed è andato via, per precedenti impegni: la partecipazione a una trasmissione televisiva.

Il Comune non è imprenditore. Le competenze circa il lavoro sono della Provincia. Però la forza del Comune, del Sindaco in particolare, è notevole. Basta ricordare episodi del passato. Il Comune può svolgere una funzione di promozione, di stimolo, di coordinamento, di indirizzo, in base al tipo di città che intende costruire (se qualche idea c’è).
Può motivare e sostenete imprenditori, sindacati, lavoratori. Il sindaco Tosi ha avuto a disposizione molte decine di milioni: una parte poteva essere spesa per favorire nuove prospettive imprenditoriali, contribuendo, ad esempio, a sostenere progetti seri presentati da giovani e da chi è disoccupato. Ciò che è certo è che il Comune non può stare a guardare in una situazione pesante quale anche la nostra città sta vivendo.
Una nota.
La scelta dell’Amministrazione di lasciar crescere in città centri commerciali ovunque e in maniera massiccia nell’area di Verona Sud, moltiplicando l’offerta di merce in un momento in cui la domanda è in calo, che significato può avere? C’è la possibilità che questi centri commerciali diano una scossa positiva all’economia veronese? Pare di no.
Nei piani territoriali comunali sono pochi  i terreni destinati all’industria, in particolare al manifatturiero, e all’artigianato: può esserci un futuro di crescita per Verona? Pare di no. Se poi, come da più parti si sostiene, i centri commerciali già sono in crisi e cominciano a licenziare, che prospettive economiche ha Verona davanti a sè?
Forse è tempo di dire ai giovani che, a Verona, l’unica ‘laurea’ che tiene è quella in “commesso”.

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